Drawn And Quartered - Congregation Pestilence

DRAWN AND QUARTERED – Congregation Pestilence

Gruppo: Drawn And Quartered
Titolo: Congregation Pestilence
Anno: 2021
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Krucyator Productions
Contatti: Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Death’s Disciple
  2. Age Of Ignorance
  3. Oblivion Pilgrimage
  4. Proliferation Of Disease
  5. Dispensation (Rise Of The Antichrist)
  6. Six Devils (Trepanation)
  7. Carnage Atrocity
  8. Rotting Abomination (The Cleansing)
  9. Congregation Pestilence
DURATA: 38:16

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo visto diverse band raccontarci il proprio punto di vista sulla pandemia. Ciò non dovrebbe sorprendere, dato l’impatto che ha avuto sulle nostre vite: i temi prossimi a quelli della morte e della distruzione si sono sempre sposati bene con le sonorità del metal estremo, di conseguenza malattie ed epidemie hanno fatto spesso capolino nei titoli degli album e nei testi delle canzoni. Detto questo, non si può certo accostare il prodotto di formazioni convolate a nozze con il tema della pestilenza in fretta e furia con un matrimonio quasi trentennale come quello dei Drawn And Quartered.

La band di Seattle ha sempre trattato questo aspetto sin dagli esordi, tant’è che, stando alle parole dello stesso bassista e cantante Herb Burke in un’intervista rilasciata a Decibel, la scrittura dei testi di Congregation Pestilence era quasi completata prima che iniziasse il lockdown. Con una eccezione, secondo il chitarrista Kelly Shane Kuciemba, cioè la title track, l’unica traccia che parla a tutti gli effetti di attualità e che si focalizza invece sulla questione delle persone che si sono radunate nelle chiese a pregare mentre il Covid imperversava e le persone praticavano il distanziamento sociale, e di come tale comportamento si sia rivelato ottuso e immaturo. Questa scelta debosciata ha facilitato il diffondersi del virus, peggiorando una situazione già critica nel nome di una fantasia collettiva che si è ostinata a negare un problema reale: le scelte di pochi, pronti a difendere un’idea di libertà insensata, hanno così avuto un effetto devastante, causando un numero di vittime impossibile da quantificare. O meglio, citando un passaggio del brano interessato: «Go forth and spread the gospel / Spread it like the plague / Messengers of deliverance / Precipitate the end».

Parlando di musica, i Drawn And Quartered con il loro ottavo album in studio non hanno certo cambiato direzione, al massimo si può dire che abbiano puntato a un approccio leggermente diverso nei confronti della concezione dei brani. In confronto al recente passato di The One Who Lurks, si è optato per un suono più definito, che permette di distinguere tutti gli strumenti anche nel caos messo in piedi dalla band, una scelta che va di pari passo con pezzi che favoriscono il lato più aggressivo della proposta. Dal punto di vista compositivo, le tracce seguono una struttura standard, che una volta imparata a conoscere rende piuttosto prevedibile capire come il resto del brano procederà. Eppure mi è difficile identificare anche un solo passaggio deludente: se le strutture sono semplici, non lo è affatto il lato tecnico: le prove strumentali tradiscono un certo amore nefasto per il riff complesso, per il passaggio tecnico e per l’alta velocità esecutiva. Gli assoli sono frenetici, cacofonici, slayeriani; gli interventi melodici si possono trovare più facilmente invece all’interno di alcuni dei passaggi che fanno da temi portanti dei brani. La sensazione è di avere a che fare con l’equivalente uditivo dello zolfo, che comporta un innesto di atmosfere black metal nella carne viva del death tipicamente americano.

Non ci sono grosse novità sul fronte di Congregation Pestilence, ma tanto lavoro, frutto dell’esperienza accumulata dalla formazione di Seattle negli anni, e tanta, tanta furia. Una furia che ha caratterizzato la discografia della formazione sin dal debutto To Kill Is Human (1999), e che ha attraversato le varie fasi del gruppo, culminando nel picco qualitativo mai più raggiunto di Hail Infernal Darkness (2006), e che oggi si ripresenta a noi del tutto intatta. I Drawn And Quartered nel tempo non hanno diversificato troppo lo stile, tuttavia la loro evoluzione ha permesso di non produrre album identici l’uno all’altro, mantenendo sempre in primo piano e ben definito l’obiettivo da raggiungere.