DREAM CIRCUS – Land Of Make Believe

DREAM CIRCUS – Land Of Make Believe

 
Gruppo: Dream Circus
Titolo: Land Of Make Believe
Anno: 2012
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Digital Media Records
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TRACKLIST

  1. Make Believe
  2. So Long
  3. Crown
  4. Going Down
  5. Poison
  6. Criminal
  7. Pulp Fiction
  8. Illusion
  9. Waiting
  10. Desire
DURATA: 43:28
 

Quando ho inserito il disco dei Dream Circus nello stereo non avevo letto nulla sulla band, non ne conoscevo la provenienza e non sapevo proprio chi fossero i membri. È bastata però la prima traccia "Make Believe" per farmi dire: «cazzo, figli di Seattle!». Bello, no?

Un gruppo grunge anni Novanta che non conoscevo, tuttavia leggermente fuori tempo visto che l'album di debutto "Land Of Make Believe" è del 2012. La formazione è portoghese, quindi a livello di pioggia e malinconia probabilmente ci saremmo pure, mentre geograficamente sono totalmente fuori zona. Eppure è evidente come quel suono e quegli anni tanto contestati siano il riferimento primario per il modo di comporre di questi musicisti.

Come analizzare un lavoro simile? Perché mi faccio questa domanda? Perché da un lato sono rimasto piacevolmente sorpreso, poiché il gruppo suona, interpreta e inanella una serie di pezzi davvero piacevoli. Non posso dire vi siano tracce brutte in scaletta, dato che lo stile tra Alice In Chains e Soundgarden — creature che influiscono pesantemente sul sound — non può proprio dispiacermi. D'altro canto è altrettanto palese che non si vada oltre la riproposizione di soluzioni — sia strumentali che vocali — note a chiunque apprezzi quel periodo e le sue numerose uscite.

"Land Of Make Believe" è un disco intenso ed emotivo che alterna momenti hard rock al limite col metal ad altri decisamente più intimi. La summa di tale commistione è racchiusa in episodi come "Make Believe", "Going Down", "Poison e "Criminal", nel quale la voce di Powell duetta con quella suadente di Ana Costa. Bastano queste quattro canzoni per rendersi conto che in troppe occasioni non si va oltre il già sentito.

Ammetto candidamente da nostalgico che brani simili sono stati una compagnia gradita, pur se probabilmente l'ascolto diverrà col tempo estemporaneo e nulla più. Del resto tra loro e gli originali corre un abisso, quindi mancando di personalità propria non si può pretendere più di tanto. I Dream Circus sono consigliati come diversivo, sottofondo o per trascorrere un pomeriggio dedicato ai ricordi.

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