DREARINESS – My Mind Is Too Weak To Forget

 
Gruppo: Dreariness
Titolo:  My Mind Is Too Weak To Forget
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Nostalgia Productions
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TRACKLIST

  1. Reminiscence
  2. Coming Home
  3. My Last Goodbye
  4. Madness
  5. Dysmorphophobia
  6. Lost
  7. One Last Wish
  8. My Mind Is Too Weak To Forget
DURATA: 62:46
 

Una nuova realtà tricolore blackgaze si affaccia sulla scena, parlo dei capitolini Dreariness che qualcuno di voi potrebbe conoscere per la militanza di Gris (chitarra, basso e tastiere) e Torpor (batteria) nei Misere Nobis. Il trio romano, a poco meno di un anno dalla nascita, ha rilasciato il proprio esordio intitolato "My Mind Is Too Weak To Forget" per Nostalgia Productions.

La proposta dei Nostri si caratterizza per un riffing fortemente malinconico che funge da base per generare le atmosfere di tragicità e tedio di cui il disco è impregnato, a questo proposito la base shoegaze è dominante, mentre le ritmiche sono sempre contenute e qualunque scatto in velocità tipico del black metal è assente. "Reminiscence", sorta di lunga introduzione, è parecchio esplicativa a questo riguardo sin dal principio e si lega perfettamente alla seguente e ottima "Coming Home", dal sapore nostalgico.

Elemento di criticità, al contempo positivo e negativo, è lo screaming lancinante e a tratti sguaiato di Tenebra: una vera lama che non potrà lasciarvi indifferenti, disgustandovi o procurandovi un doloroso piacere nella contrapposizione netta rispetto all'animo agrodolce che sovente le note ricreano; si tratta in sostanza del fattore che permette di accostare la proposta dei Dreariness al depressive-suicidal e di caratterizzarla come "estrema". Nonostante una certa difficoltà nel seguire i testi pur avendo il libretto sotto mano, dovuta a una dizione molto poco intellegibile, la cantante offre una interpretazione sentita e vibrante, in grado di spaziare fra vocalizzi vicini al pianto e altri in pulito e leggermente filtrati; forse è leggermente sbilenca in "My Last Goodbye". Sul piano lirico, ho trovato i piccoli inserimenti in italiano di buon gusto e piuttosto "poetici", cosa non banale poiché è molto facile cadere in luoghi comuni in queste situazioni. Il restante complesso in inglese invece lo reputo più che sufficiente, ma tengo a precisare che si tratta di una mera opinione personale di un non ferrato in materia, quindi lascio eventuali analisi maggiormente di spessore ai più esperti.

Altri elementi che compongono il suono dei Dreariness sono i numerosi stacchi acustici — ad esempio in "Dysmorphophobia" — e le incursioni di piano, che arricchiscono sovente i brani come accade in "Madness". Tendenzialmente le chitarre lavorano "sulla lunga distanza", sfruttando molto gli arpeggi, piuttosto che generare singoli riff peculiari e in grado di spiccare sul complesso; parziale eccezione a questo riguardo è la conclusiva "My Mind Is Too Weak To Forget" dotata appunto di un riffing davvero toccante e significativo.

Un punto dolente dell'insieme è certamente il suono della batteria, dal gusto meccanico e freddo, quindi inadatto a veicolare la tragicità insita in "My Mind Is Too Weak To Forget". Personalmente trovo inoltre che l'ultima parte del disco soffra di un leggero calo qualitativo, dovuto alla linearità accentuata della prima parte di "Lost" (che fortunatamente si risolleva nel finale) e al mio gusto musicale, per cui lo shoegaze "puro" della strumentale "One Last Wish" alla lunga stanca leggermente, poiché il timer segna lo scoccare dell'ora durante il pezzo conclusivo.

Non sarà quindi facile per chiunque apprezzare un album del genere, alla necessità di porgersi ad esso con il giusto umore, si aggiunge una durata corposa — generale e delle singole tracce — che obbliga a un "contatto" davvero attento e intimo. Malgrado le imperfezioni segnalate, i Dreariness vanno promossi in pieno per la capacità e la volontà di instillare una buona dose di personalità all'interno della propria musica, che potrà facilmente migliorare ulteriormente in futuro, e nell'aspetto strumentale e in quello vocale.

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