Drown - Subaqueous

DROWN – Subaqueous

Gruppo:Drown
Titolo:Subaqueous
Anno:2020
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Lupus Lounge / Vigor Deconstruct
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TRACKLIST

  1. Drowned VI: Mother Cetacean
  2. Drowned VII: Father Subaqueous
DURATA:41:55

Apprestarsi a parlare di Drown significa anche avere a che fare con Markov Soroka. Chi sarebbe costui? Si tratta forse di uno dei polistrumentisti del panorama estremo underground più talentuosi del momento. Soroka è infatti, tra gli altri, il mastermind di progetti quali Tchornobog e Aureole, oltre a fornire un importante contributo nei Krukh: tutte espressioni creative variegate e interessanti, generalmente molto apprezzate da fan e critica. Drown invece è il progetto con cui si cimenta nei meandri del funeral doom metal, che con Subaqueous giunge al suo secondo album, il primo con il nuovo monicker (precedentemente noto come Slow).

Sono Lupus Lounge (sottoetichetta di Prophecy Productions) e Vigor Deconstruct a confezionare questa nuova fatica del musicista statunitense. Il disco dura poco più di quaranta minuti e consta di appena due brani, dichiarazione questa che potrebbe lasciar presagire a un lavoro pesante da digerire. In realtà, premendo il tasto play, ci si accorge che non è così. La grande quantità di elementi melodici aiuta infatti a rendere il funeral doom di Drown più appetibile e orecchiabile agli ascoltatori rispetto alla media del genere. Eppure Subaqueous riesce a mantenere la sua aura di pesantezza, arricchendo la propria proposta con un interessante sottotema acquatico superbamente interpretato. L’elemento più originale dell’opera però sembra da ricercarsi nei lead melodici dal sapore gothic rock anni ’80. Questa idea, che solo superficialmente pare cozzare con la durezza del funeral doom, aiuta invece a donare profondità all’album, offrendo la chiave ideale per tuffarcisi all’interno.

Apre le danze “VI: Mother Cetacean”, brano introdotto da un ambient che sembra provenire dal profondo dell’oceano. Riff lenti si susseguono con pazienza, mentre la suddetta (e praticamente costante) presenza delle parti melodiche ci accompagna nell’ascolto. Molto sentita è anche l’interpretazione vocale del Nostro, che gioca con i suoi growl profondi andando a dettare l’andatura del pezzo, aggiungendo ulteriore scorrevolezza. Altissima è la qualità compositiva, e ce ne accorgiamo nella sapienza con cui sono distribuiti i riff, che spesso ritornano ma con leggere varianti, soluzione che ci porta quasi in lidi progressive. Sembra un controsenso, ma ci troviamo di fronte a un brano praticamente catchy, se consideriamo il genere da cui proviene. Estremamente melodica è anche la traccia inserita sul lato B del vinile, “VII: Father Subaqueous”, che si svolge su coordinate simili. Forse meno diretta e più elaborata, riprende e amplia il discorso progressive incontrato precedentemente, con rallentamenti e velocizzazioni dosati in modo da cullare con dolcezza l’ascoltatore nelle profondità oceaniche.

Nessun aspetto di Subaqueous, comunque, viene lasciato al caso. La musica è narrata in modo eccellente anche sotto il profilo visuale. Il dipinto di Adam Burke — che già aveva lavorato con Markov Soroka in occasione del primo Tchornobog — è infatti un trionfo di blu maestoso e al contempo sognante, che ripropone fedelmente l’atmosfera dell’album. Per restare in tema marittimo in ambito funeral doom, l’idea di Drown può essere paragonata a una sorta di controparte dei tedeschi Ahab. Se questi ultimi con la loro estetica musicale esprimono la sensazione di essere in navigazione (o di essere scampati a un naufragio), con la one man band statunitense ci spostiamo in una parallela dimensione subacquea. Tale interpretazione è ulteriormente messa in evidenza anche dal tipo di produzione, curata da Greg Chandler degli Esoteric. I suoni infatti sono pastosi e scuri, quasi a celare parzialmente il segreto custodito dalla musica di Soroka, che può disvelarsi passo dopo passo in un viaggio epico e immaginario.

Subaqueous è un’opera unica, un modo totalmente personale di rileggere il funeral doom metal. E, aspetto straordinariamente gradito, è piuttosto diretto e semplice da fruire, sebbene contenga al tempo stesso tante piccole ricercatezze che vengono alla luce con il passare degli ascolti. Lasciatevi annegare nel mondo acquatico di Drown, un mondo che vi saprà stupire.

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