DRUKNROLL – In The Game

DRUKNROLL – In The Game

 
Gruppo: Druknroll
Titolo: In The Game
Anno: 2016
Provenienza: Russia
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. The Wolf
  2. Abyss
  3. Below
  4. My Role
  5. The Loop Of World Creation
  6. In The Game
  7. Monomakh
  8. In The Depths Of No Return
  9. In Parallel Planes
  10. Tears
DURATA: 44:05
 

È la terza volta che mi trovo a recensire un disco dei russi Druknroll e per la terza volta sono combattuto. Nelle due occasioni precedenti non ero stato convinto né da "On The Knife Blade" né dal suo successore "Boiling Point", in quanto l'ampio calderone di influenze — dal death melodico moderno al progressive metal, passando per situazioni heavy e thrash, il tutto condito da una ricerca di orecchiabilità in alcuni casi anche evitabile — usato per dar vita ai pezzi risultava essere talvolta incoerente e caotico, nonché penalizzato dalla prestazione altalenante del cantante Alexander "Horror" Tolgaev. Con l'uscita del nuovo "In The Game" qualcosa sarà cambiato? La risposta è .

A favore del gruppo c'è da dire che la voglia di mettersi in gioco non è mai mancata: l'inserimento dei vari cori maschili all'interno di "Below", la stranamente malinconica "My Role", l'imprevista e non brutta ma un tantino forzata estremizzazione di "In Parallel Planes" (dotata di un ritornello che stride, in quanto forse sin troppo dolciastro nei toni) o la goticheggiante "Tears" ne sono l'ennesima chiara dimostrazione. A dirla tutta sembra sia pure migliorata l'amalgama fra le varie correnti stilistiche sfruttate, come viene mostrato dal singolo "The Wolf", per cui è stato realizzato anche un videoclip. Inoltre nel complesso l'album pare scorrere con una maggiore naturalezza, presentandosi meno convulso e frammentario, al contempo trascinandosi purtroppo dietro alcuni momenti — numericamente in diminuzione rispetto alle opere passate — che sanno di incompiuto o eccedono nel complicarsi la vita, facendo perdere mordente alla musica.

Il lavoro ci offre l'ennesima riprova della bravura del chitarrista solista Alex Knip, della mente Druknroll in fase di rifinitura elettronica e tastieristica (ascoltate "The Loop Of World Creation" e la successiva "In The Game") e la conferma dei passi avanti compiuti da Tolgaev, vocalmente più incisivo, soprattutto nei frangenti spinti e tendenti al growl che erano il suo il tallone d'Achille (piccola nota: non fatevi ingannare dai nomi affibbiati ai pezzi, poiché l'interpretazione del cantante è nuovamente affidata perlopiù alla lingua russa). Si può quindi dire che a conti fatti stavolta le note positive battono, seppur non di tantissimo, quelle negative.

I Druknroll non hanno ancora centrato appieno l'obbiettivo, una crescita c'è effettivamente stata e non sono più considerabili una creatura oltrepassabile a priori. Sembra che abbiano imboccato la strada corretta per far sì che la troppa carne al fuoco inserita nei loro album venga cotta a puntino, ma se ciò accadrà o meno lo sapremo solo in futuro. Se amate il metal moderno e ricco di melodia, potreste decidere di accordare alla band un po' di tempo e attenzione in più grazie a "In The Game".

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