DULIA – Hic Contendimus

DULIA – Hic Contendimus

 
Gruppo: Dulia
Titolo: Hic Contendimus
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Symbol Of Domination Productions / Black Plague Records / Metallic Media
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TRACKLIST

  1. Into Lavacrum
  2. Theurgical Purification
  3. Hic Contendimus
  4. Christus Hermeticus
  5. Sword Of Martyrs
  6. Beelzebuth [cover Mystifier]
DURATA: 26:30
 

"Hic Contendimus" è l'ep di debutto per i siciliani Dulia, ma basta una veloce ricerca per notare che i tre componenti del gruppo sono attivi nella scena da tempo: qualcuno di voi avrà sicuramente incrociato nomi quali Abgott, Psycopath Witch e Tragoidia, specialmente se cultore dell'underground estremo italiano.

Le tracce contenute in questo primo parto sono costituite da un misto di Black e Death Metal, nel quale di tanto in tanto si fanno largo influenze Doom, il tutto intriso di una forte aura occulta. "Into Lavacrum" mette in chiaro questo aspetto fin da subito tramite un'introduzione ritualistica di organo e cori, elementi che potrete sentire in diversi momenti del disco e che potrebbero ricordarvi vagamente un certo Paul Chain. In generale il trio sembra legato alle sonorità del passato: la qualità del suono decisamente più adatta ai giorni nostri — comunque non certo cristallina — non nasconde nè indebolisce il sapore old school della proposta; la cover di "Beelzebuth" dei Mystifier dovrebbe togliervi ogni dubbio sul fattore modernità. Si procede quindi tra riff che potrebbero essere usciti dagli anni Ottanta, con quell'orecchiabilità tipica di un periodo in cui per essere definiti estremi non era ancora necessario arrivare ad allontanarsi dal concetto di musica (o semplicemente di Metal).

Vi accorgerete tuttavia che l'aggressività non è assolutamente un fattore messo da parte: a partire proprio dalle sei corde, grezze e prive di qualunque fronzolo eppure dotate di un buon gusto melodico, passando per la prestazione infernale ed espressiva a metà tra scream e growl dei due cantanti e arrivando alle ritmiche fornite da un basso ben presente e da una drum machine programmata talmente bene che non vi farebbe rimpiangere l'assenza di un batterista, se non fosse per qualche suono eccessivamente finto. Brani quali "Theurgical Purification" e "Christus Hermeticus" riescono a intrattenere grazie alla spiccata dinamicità delle composizioni, pur senza strafare riescono infatti a evolversi in continuazione; sono i numerosi cambi di tempo che spaziano tra blast beat, mid tempo e rallentamenti che tendono al Doom a mantenere sempre alta l'attenzione dell'ascoltatore, mentre le già citate atmosfere esoteriche in combinazione con il riffing contribuiscono a rendere il tutto più malevolo.

Alla base di "Hic Contendimus" c'è una ricetta semplice e sentita centinaia di volte, ma che se viene eseguita bene può risultare interessante anche nel 2016 e i Dulia hanno sicuramente centrato l'obiettivo. Inutile dire che il disco è rivolto principalmente agli amanti della vecchia scuola, che troveranno in questo trio un nuovo nome da seguire. Se quindi vi sentite parte di questa categoria, fate vostro questo lavoro senza esitazioni.

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