DUSKBURN – Atum

 
Gruppo: Duskburn
Titolo:  Atum
Anno: 2014
Provenienza: Croazia
Etichetta: Cimmerian Shade Recordings
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TRACKLIST

  1. Between The Swarm
  2. Atum
  3. Seamless
DURATA: 21:47
 

Suoni di un'apocalisse che si avvicina incessante; percussioni ritmate, pronte a segnalare l'arrivo di una marcia lugubre; chitarre taglienti, bassi che sottolineano l'andamento marziale di ciò che arriverà. Poi quando quasi ti abitui al tutto, una voce roca irrompe e un nuovo lento, ma deciso, movimento ritmico prende il sopravvento su quello precedente: così inizia "Atum" dei Duskburn, con la sua traccia d'apertura "Between The Swarm", che già dal titolo richiama il minaccioso sciame di cavallette disegnato sul bel digipak. ll brano continua con pause a base di chitarre ricche di sustain, al limite del fischio fastidioso, che segnano poi un nuovo cambio melodico fatto di suoni ancora più gravi, cupi, lenti. L'ottima batteria, grazie anche a quel pizzico di riverbero che non guasta mai nelle ritmiche più doom, segna il battito di una canzone che non vuole lasciar tranquillo l'ascoltatore, semmai trascinarlo nel mondo ossessivo e ossessionante del disco.

Più sludge invece "Atum", la traccia che dona il proprio nome all'intera opera: le voci alternate di Dominik Partić e Edin Karabašić, una più bassa e l'altra un pelo più urlata, si incastonano in un ritmo trascinante, che alterna un'apparente e malinconica calma alla furia, mai rapida, delle chitarre distorte. La produzione di tanto in tanto fa trasparire il basso che, ove udibile, riesce davvero a dare quel tocco in più alla ritmica con note e accenti ben posizionati e ragionati, per un pezzo davvero ispirato e coinvolgente: sicuramente la punta di diamante dell'intero album. "Seamless" chiude l'opera, riproponendo sonorità più doom, in cui le ritmiche grevi vengono spezzate da solistiche acute, al limite dello stridente. Nella parte centrale del brano le chitarre lasciano più spazio al basso di Partić e alla batteria di Mario Komin, in un'apprezzabile variazione che anticipa l'apocalisse finale con cui la band croata, sulle ali di una linea vocale decisamente infuriata, conclude questo viaggio incessante verso la fine.

"Atum" è un EP breve, poco più di venti minuti di musica, ma solido come la più granitica delle rocce e decisamente ispirato. Una gran bella scoperta per il sottoscritto, al primo approccio con una formazione che finora ha prodotto solo questo lavoro, e un nome da annotare in attesa di un album "completo".
 

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