EA – A Etilla

 
Gruppo: Ea
Titolo: A Etilla
Anno: 2014
Provenienza: Russia
Etichetta: Solitude Productions
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. E Atilla
DURATA: 49:12
 

Il Funeral Doom è un piatto ostico da digerire: è probabilmente il movimento più elitario dell'ambito estremo, a causa della difficoltà di assorbimento del suo operato che necessita sia di un profondo e costante coinvolgimento emotivo che di voglia e pazienza da parte dell'ascoltatore nel non perdere nessun attimo del suo flemmatico racconto. All'interno di questo mondo si sono fatti strada i russi Ea, formazione ormai attiva da quasi una decade che ho avuto modo e piacere di recensire con le uscite riguardanti "Au Ellai" (2010) ed "Ea" (2012). Ora mi ritrovo nuovamente a parlare di loro, data la pubblicazione del quinto lavoro in studio intitolato "A Etilla".

Come specificato, l'area musicale funerea non è un ascolto di certo agevole. Quando poi si ha a che fare con band che inseriscono tutto il proprio DNA artistico in un'unica traccia dalla durata esagerata, come accade in questo album con l'unico pezzo "A Etilla", l'impresa da affrontare diviene insormontabile per i neofiti, ai quali non consiglierei mai un disco simile quale primo contatto con tali sonorità.

Per quanto riguarda gli appassionati, il discorso è invece molto diverso. Essi troveranno infatti piacevole affondare nel mare di melanconia messoci a disposizione da chitarre abili nel dar vita sia a momenti di pura espansione sia ad altri vibranti e splettrati, ma sempre e comunque all'insegna di un approccio melodico e ammaliante. Avranno modo di apprezzare inoltre il supporto fornito dai cori monastici tesi a infondere un tocco arcaico e rituale, l'estensione atmosferica instillata dall'uso perpetuato dei sintetizzatori e le mirate escursioni ritmiche dalle dinamiche lievemente più celeri, deputate a irrobustire e appesantire ulteriormente la mole di una proposta che — liturgicamente — narra la sua storia tramite l'uso di un growl profondo e penetrante.

Gli Ea si confermano ancora una volta in forma. Forse "A Etilla" non è il lavoro più significativo da loro rilasciato, dato che ritengo sia il primo "Ea Taesse" che "Ea" decisamente superiori, tuttavia ciò non toglie che sia in possesso di un gran fascino. Del resto i Russi sono una di quelle realtà che riesce a metterci a disposizione ascolti piuttosto gratificanti: li si può considerare una solida colonna del genere.

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