EAGLE TWIN -The Feather Tipped The Serpent’s Scale

EAGLE TWIN -The Feather Tipped The Serpent’s Scale

Informazioni
Gruppo: Eagle Twin
Titolo: The Feather Tipped The Serpent’s Scale
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Southern Lord Recordings
Contatti: facebook.com/pages/Eagle-Twin/504666459558726
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ballad Of Job Cain Part I
2. Ballad Of Job Cain Part II
3. Lorca (Adan)
4. Snake Hymn
5. HornSnakeHorns
6. It Came To Pass The Snakes Became Mighty Antlers
7. Epilogue, Crow’s Theology

DURATA: 1:08:47

Da sempre esiste una gerarchia volenti o nolenti, in qualsiasi lavoro o forma d’arte vi è chi ricopre il ruolo di leader, chi di sottoposto e chi di semplice manovalanza, però in alcuni casi non è vero che tutti sono indispensabili. Pensate all’inutilità di dischi fotocopia o prodotti alla meno peggio, questi non rientrano neanche nel settore degli “operai” che svolgono dignitosamente il proprio compito quindi perché supportarli? Al giorno d’oggi è comunque più facile imbattersi nelle ultime due categorie che trovarsi di fronte album al limite col capolavoro o capolavori veri e propri, rispetto al numero abnorme d’uscite parliamo di una percentuale veramente bassa e in questa ristretta cerchia può essere inserita la seconda fatica degli statunitensi Eagle Twin.
La Southern Lord di Mr. Greg Anderson, tra le altre cose compagno d’avventura di Gentry Densley (chitarra e voce) negli Ascend, ha rilasciato sul finire del mese di agosto “The Feather Tipped The Serpent’s Scale”, il secondo capitolo che farà innamorare di sé gli adoratori di quello stoner/doom che approfitta dell’intensità abissale dello sludge e non si nega esplorazioni in ambito drone.
Le composizioni con le quali dovrete confrontarvi suonano come una caustica e inebriante miscela di Om, Earth, Melvins e ovviamente non può essere assente il costante e portante asse sabbathiano a supporto, immaginatevi quindi uno scontro imperterrito tra sensazioni carnali e mistiche.
Il loro sound per vocazione tende a essere fortemente incline al portare alla mente delle figure precise, in questo caso la concentrazione e la devozione tematica rivolta alla figura dell’animale che per la religione cristiana fu causa della prima vera sconfitta subita dall’uomo, il serpente, vengono sviscerate di brano in brano tramite un’esecuzione che varia dal fluido a una forma liquida e “free” che chiaramente denota una voglia di jammare costante. In altri frangenti invece la viscosità, la densità della proposta diviene così spessa e grumosa da far pensare a un ribollire scuro condito da una serie di “rumori” atmosferici a completarne il quadro, potrete notare tali aspetti soprattutto negli episodi di lunga durata quindi l’esempio più adatto è rappresentato dalla combinata “Ballad Of Job Cain” le cui due parti vanno vissute come un’esperienza unica; è affascinante il modo in cui il batterista Tyler Smith si conquista spazio offrendo anche delle fasi di sfogo solistiche.
Trovare una fase discendente in quanto a capacità di attrarre è complicato, “The Feather Tipped The Serpent’s Scale” è ammaliante, suggestivo per il modo di narrare, con la voce roca, graffiata, sgraziata, molto Tom Waits per certi versi e che in parte sembra levitare in altra dimensione di Gentry che ammorba l’ascoltatore, lo attira inglobandolo in una storia che si sta raccontando e di passo in passo acquisisce nuovi elementi, non disdegnando qualche fase in up-tempo nello strumentale “It Came To Pass The Snakes Became Mighty Antlers”. E quanto sono disarmantemente incantevoli quelle chitarre downtuned nella conclusiva “Epilogue, Crow’s Theology”? Tanto, davvero tanto.
Il punto cardine della discussione qui non è cosa fai, ma come lo fai, gli Eagle Twin non inventano nulla, sono forse fra le formazioni che più è rimasta fedele a ciò che era la scelta musicale fatta dalla label alla quale appartengono agli esordi, cioè creare musica che fosse atmosferica, ritualistica, oscura e maligna, ogni punto viene rispettato nei termini e nei modi più incisivi e decisivi sia per impatto che per effetto.
Possiamo dunque dire che questo secondo album sia un capolavoro? Se non lo è, stavolta poco ci è mancato. Per coloro che rimasero affascinati dal debutto “The Unkindness Of Crows” il platter è un acquisto imprescindibile, attendiamo quindi il terzo disco, quello della maturità conclamata e confermata per poter parlare di “opera superba”, mi auguro di poterlo apostrofare senza tentennamenti usando quella “parolina magica”, magari con la “C” maiuscola, che fa sobbalzare i più.
Intanto per chi non avesse ancora compreso: “The Feather Tipped The Serpent’s Scale” è da comprare, non ci sono “se” e “ma” che tengano.

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