EARTH AND PILLARS – Earth I

 
Gruppo: Earth And Pillars
Titolo: Earth I
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Earth
  2. Rivers
  3. Lakes
  4. Tides
DURATA: 52:13
 

"Earth I" è un disco totale. Se non si tratta del disco black metal italiano più bello degli ultimi cinque anni, è il secondo disco black metal italiano più bello degli ultimi cinque anni (solo perché prima ci sono i Progenie Terrestre Pura). Non si sa chi siano gli autori, poiché il trio mantiene l'anonimato, ma certamente non si tratta di sprovveduti alle prime armi; è ben noto invece chi questo album l'ha prodotto. Indovinate un po'? Sì, proprio la Avantgarde, che evidentemente non ce la fa a stamparne uno brutto.

Il disco si presenta in un elegante A5 — già esaurito al momento in cui scrivo queste righe, ma a breve tornerà disponibile in un'edizione esteticamente rinnovata — corredato di foto naturalistiche scattate dal frontman Z e impostato graficamente dal sempre bravo Tryfar (suo il recente lavoro, tra gli altri, sull'illustrazione dei pregevoli Hornwood Fell). L'impostazione grafica, già prima che abbiate inserito il disco nel lettore, urla disperatamente atmospheric black; però, anziché arrivare dal solito nord-ovest d'oltreoceano, i Nostri arrivano da dietro l'angolo, dal Paese della pizza e del mandolino. Quattro brani, anzi tre più una sorta di intro strumentale (di quasi sei minuti), oltre cinquanta minuti di verbo cascadico perfettamente mescolato alle suggestioni più stranianti e oscure di casa Darkspace: il bosco e la natura giocano qui il ruolo che i Wolves In The Throne Room già riservarono loro nell'immenso "Diadem Of Twelve Stars", tuttavia i Nostri riescono nella non facile impresa di suonare allo stesso tempo più freddi e ugualmente avvolgenti rispetto ai fratelli Weaver. Le atmosfere di "Earth I" sono molto ovattate e amalgamate, perfette per una pausa di riflessione e di astrazione che ha un preciso di partenza, ma non ha una meta definita, che si fermerà solo quando spegnerete lo stereo.

Quanto alla partenza, invece, il trio sviluppa la propria musica a partire da un evidente concept sull'acqua (a giudicare dal titolo, non è escluso che questo possa essere il primo tassello di un progetto naturalistico-elementale più ampio). L'intro lascia infatti spazio prima ai fiumi, poi ai laghi e infine alle maree, in un palese crescendo concettuale che culmina addirittura con dei testi ispirati a "Mediterraneo" di Montale. Casomai, nonostante il genere e l'approccio degli Earth And Pillars, si potessero ancora avere dei dubbi, la stessa scelta di ispirarsi a un componimento di "Ossi Di Seppia" è quantomai indicativa della ricerca esistenziale della formazione nostrana.

E dunque seguite il viaggio dell'acqua, dalla cima delle montagne, giù per i ruscelli, fino a incontrare il lago, e ancora oltre, perdendovi nelle vastità azzurre che circondano l'Italia. Album del genere non se ne incontrano spesso.

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