EARTHLING / VALKYRIE – Losing Sight / Mountain Stomp + EARTHLING – Dark Path

EARTHLING / VALKYRIE – Losing Sight / Mountain Stomp + EARTHLING – Dark Path

 
Gruppo: Earthling
Titolo:  Losing Sight & Mountain Stomp
Titolo: Dark Path
Anno: 2012
Anno: 2013
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Tension Head
Etichetta: Forcefield Records
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TRACKLIST

  1. Valkyrie – Mountain Stomp
  2. Earthling – Losing Sight
  1. Dark Path
  2. Resent
  3. Losing Sight
  4. Soldier Of The Fortunate
  5. Wilderness Throne
  6. Pass Into Beyond
DURATA: 11:35 / 32:24
 

La mia continua ricerca di band da ascoltare e sulle quali poi poter scrivere una volta vedeva Myspace quale fonte primaria; quel luogo ormai è andato in malora ed è stato sostituito sia da Facebook che da Bandcamp. Entrambe le piattaforme sono risultate finora utilissime e nel girovagare notturno stavolta è stato il nome degli Earthling ad attrarre la mia attenzione.

Dopo aver passato un po' di tempo in compagnia dei pezzi postati sulla pagina Bandcamp della formazione di Harrisonburg in Virgina, ho deciso di contattarla tramite Facebook e con molta disponibilità ha acconsentito a inviarmi gli ultimi due lavori: lo split "Losing Sight / Mountain Stomp" del 2012, che li vede convivere con i Valkyrie (gruppo concittadino nel quale milita Peter Adams, chitarrista-cantante dei Baroness e con il quale hanno in comune Alan Fary, voce e sei corde negli Earthling) e il debutto "Dark Path"; in precedenza avevano rilasciato solo demo, una nel 2009 e una nel 2010.

L'unione che diede vita al 7" è probabilmente legata a un fattore di conoscenza comune: oltre ad Alan Fary, anche il fratello di Peter, Jake Adams, ha militato in qualità di cantante-chitarrista negli Earthling; si tratta quindi di una soluzione amichevole che da sfoggio a realtà diametralmente opposte a livello stilistico attraverso due brani.

Da un lato troviamo "Losing Sight": pesante, scura, che attinge dal panorama stoner-doom, anche psichedelico, e da quello thrash, in una proposta che tende all'estremo sino ad arrivare a richiamare umori black e cerca di mantenersi varia e avvincente. Dall'altro abbiamo "Mountain Stomp" che è a tutti gli effetti il segnale della ripresa dei lavori da parte di un complesso ben avviato, con un paio di album alle spalle e che era stato messo in disparte probabilmente a causa dell'esplosione dei Baroness; il suono dei Valkyrie è decisamente più classico, in bilico fra gli Anni Settanta e Ottanta di Thin Lizzy e Iron Maiden e l'heavy-stoner odierno di Witchcraft e The Sword, interpretato in maniera piacevolissima, in poche parole un brano che accende la speranza nella pubblicazione di un terzo disco.

Se quell'antipasto mi aveva lasciato dei buoni ricordi, con "Dark Path" i quattro statunitensi danno conferma sull'efficacia della mistura di soluzioni prese da più generi che è stata usata come formula compositiva per le sei tracce. In questo contesto la formazione è stata completata dalle figure di Praveen Chhetri alla chitarra, Brently Hilliard alla batteria e Jordan Brunk al basso. Sin dall'apertura si ha la netta impressione che il percorso tracciato sia in discesa: si parte lenti con un atteggiamento tipicamente doom, si accelera spingendo in zona thrash, per giungere poi alla crudezza efferata del black ruvido e primordiale. Lo stesso discorso in parte è condiviso dalla successiva "Resent", nella quale appare una ritmica punk alla Darkthrone in fase di chiusura, e dalla già nota "Losing Sight", che allineandosi a quanto fatto udire in precedenza sfodera però una serie di riff tremolanti dall'animo sabbathiano e quel tocco di psichedelico-settantiano che fanno comunque la differenza.

Con "Soldier Of The Fortunate" i chitarristi si sfogano liberamente, dando vita a una serie di assoli liberatori: la traccia è combattiva e anche stavolta il DNA è ibrido, ma il settore estremo tende a ricoprire spazi maggiori; aspetto che diviene ancor più palese nella successiva canzone "Wilderness Throne", in cui la prestazione vocale del cantato in growl di Alan è più buia e minacciosa. Il lavoro dietro le pelli di Brently serra i ranghi con insistenza e il riffato acquisisce una tensione nera particolarmente accentuata.

Da qui in poi ci si attenderebbe l'ennesimo inasprimento sonoro e invece si va incontro a una "Pass Into Beyond" che — vuoi per le sue influenze classiche (in alcuni frangenti sembra di ascoltare i Thin Lizzy), vuoi per una batteria che assume connotati tribali-rituali e un riffato frenetico che in certi momenti sfiora il noise — arricchisce una prova di per sé in continuo mutare, portandola a conclusione in maniera elettrizzante.

Gli Earthling sono goderecci, una band che alla prima vera prova ha tirato fuori un gran bel dischetto: la loro è musica da ascoltare a tutto volume, scatenandosi in una bella serie di scapocciate con le mani levate al cielo inneggianti al metal e un po' di birra al seguito, che non guasta di certo. Se vi fosse pure una compagnia d'amici pronti a partecipare a questa scatenata sessione di "Dark Path", avreste il cerchio completo. Prendete quindi in considerazione il fatto di spassarvela insieme utilizzando una copia originale dell'album, supportarne la causa sarebbe la via più giusta da seguire.

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