EBOLA – Nothing Will Change

 
Gruppo: Ebola
Titolo:  Nothing Will Change
Anno: 2010
Provenienza:  Italia
Etichetta: Casket Music
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. Deathless
  2. Towering Daylight
  3. Vide
  4. Chrysalis
  5. To Your Demons
  6. Blessing In Disguise
  7. Grind Revenge
  8. Cloudburst
  9. The Raw
  10. Ebola 
DURATA: 41:48
 

Si può far rientrare tutto quello che sembra deathcore in quel calderone? A mio avviso no. Quando ho messo su per la prima volta "Nothing Will Change" dei romani Ebola mi son dapprima incrociato con quella che è la corrente citata, ma con il passare degli ascolti le varianti interne a un disco dinamico e molto combattivo, com'è il suddetto, racchiuse in un filone statico come quello sopracitato lo limiterebbero non poco.

Non c'è dubbio che il quintetto sia cosciente delle proprie armi e ciò viene dimostrato dal fatto che la scaletta si distingue per l'essere un discretto contenitore al cui interno sprangate violente come l'opener "Deathless", fra le più affini alla dedizione core con tanto di break down spaccaossa, condividono il loro spazio con canzoni dalle atmosfere direzionalmente rivolte verso il post- e il math fra cui spiccano "To Your Demons" e la successiva "Blessing In Disguise".

Potrete poi riscontrare sprazzi di melodia svedese in "Chrysalis" e viaggiare brevemente con lo strumentale allenta ritmo "Vide" — potrebbe essere una intro degli Explosion In The Sky — tuttavia se fosse la battaglia infuocata che ricercaste, vi toccherebbe attendere il pezzo eponimo posto in coda, questo sembra infatti aver assorbito la malevolenza delle tracce che lo precedono per poi riversarla con ancor più rabbia su chi si pone all'ascolto.

Non mancano poi le venature blackish e le scorribande classiche del grind veloce e sferragliante in un album a cui l'aggettivo reattivo calza a pennello, la sua è stata una pronta e adeguata risposta a qualsiasi dubbio mi fossi posto.

La band è molto ben calibrata, il suono delle chitarre di Roberto Cadau e Stefano Montagna s'incastra e taglia alla perfezione con un riffing che s'impone cangiante, un filo logico arzigogolato che non si perde in stupidi ghirigori tecnici colpendo nel segno più e più volte. Note di merito vanno alla voce angosciante sino allo strazio di Enrico H. Di Lorenzo — sono veramente belli i momenti in cui si placa e fra sibilo e sospiro recitato si carica prima di una papabile ripartenza — e al drumming di Maurizio Montagna che quando si disimpegna nei frangenti più complessi riesce a dare esplosività in più ai brani. L'ottimo operato del batterista è accompagnato dal fedele lavoro di basso realizzato da Francesco Andrei, dettaglio assolutamente da non sottovalutare.

"Nothing Will Change" è in primis una prestazione di carattere, mettendo in chiaro che gli Ebola hanno una loro identità  e che sanno convincere sfruttando le potenzialità acquisite nel corso degli  anni. I Nostri sono riusciti a convogliare emozione e violenza sotto un'unica bandiera, bandiera che ogni tanto può vantare i colori italiani. Formazione da seguire con attenzione e disco da inserire nella lista della spesa per gli appassionati delle sperimentazioni e del metal estremo.

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