ECFERUS – Pangaea

 
Gruppo: Ecferus
Titolo: Pangaea
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. First Light
  2. Creation Of A Planet
  3. Fragmented Body
  4. The Human Transition
  5. Reciprocity Of Disrepair
  6. Storms Continue On
  7. Into The Inevitable Night
DURATA: 39:45
 

Ecferus è il progetto musicale creato e gestito in solitaria dal polistrumentista statunitense Alp, progetto invero assai prolifico dal momento che in un anno di vita ha già sfornato due album, due ep e uno split: il prodotto di cui si parlerà nelle righe seguenti è il secondo lavoro sulla lunga distanza, intitolato "Pangaea" e uscito sotto l'egida dell'etichetta nostrana I, Voidhanger Records.

A onor del vero, bisogna dire che dopo un primo incontro superficiale Ecferus potrebbe essere annoverato come uno tra i tanti autori di dischi Black Metal, ma vi è invece una particolarità all'interno del lavoro del musicista d'oltreoceano: le tematiche. L'operato del Nostro pare infatti ruotare attorno a un nucleo concettuale composto da scienza, mitologia e antropologia, e anche in questo "Pangaea" ne abbiamo la conferma: l'album — come da titolo — ci propone una versione rivisitata sotto forma di mito di alcune delle fasi di sviluppo del nostro pianeta, prendendo come riferimento il supercontinente — la Pangea, appunto — che qualche milione di anni fa comprendeva tutte le terre emerse.

Dopo la breve intro "First Light", inizia dunque il nostro viaggio nel racconto romanzato delle antichissime ere che videro svilupparsi la Terra: utilizzando un Black Metal cadenzato, vagamente dissonante, non così lontano da certi Deathspell Omega, nervosamente melodico e punteggiato di monolitici rallentamenti, Alp affresca con discreta intensità narrativa i vari stadi del concept partorito, dall'iniziale creazione di Pangea da parte della Terra stessa ("Creation Of A Planet") all'inevitabile collasso ("Storms Continue On"), passando per il processo di comparsa degli uomini ("Fragmented Body") e la successiva problematica coesistenza con gli altri elementi ("Reciprocity Of Disrepair").

La struttura compositiva è relativamente complessa e mai statica, riflettendo sempre giustamente l'umore del racconto: la prima parte del disco è anarchica, deflagrante, ricolma di tellurica energia creatrice; tale flusso viene poi interrotto da "The Human Transition", cupo intermezzo di matrice quasi Ambient rappresentante il processo evolutivo che ha trasformato un primate in un uomo. Da questo punto in poi chiaramente le cose cambiano, poiché la seconda parte dell'opera risulta più disturbante, affollata di istinti negativi, conflittualmente martoriata dal progressivo e inglorioso inasprimento della lotta tra gli elementi e l'umanità, a discapito ovviamente della Terra stessa; tale atmosfera viene resa al meglio con progressioni di melodie violentemente caotiche e riff opprimenti, fino a quando il disco non si chiude con la minimale espressività di "Into The Inevitable Night", in cui viene riproposta la riflessione su una circolarità che si snoda perpetuamente tra creazione e distruzione, senza lasciare scampo a nessuno, uomini o continenti che siano.

Insomma, "Pangaea" è un lavoro sicuramente non privo di difetti, ma con delle discrete frecce al proprio arco: combinando in maniera intrigante il lato concettuale con quello musicale e atmosferico, il titolare del progetto si è dimostrato in grado di creare un prodotto con degli spunti indubbiamente più interessanti rispetto alla media. Un album che merita attenzione e che sicuramente incuriosisce l'ascoltatore, anche per quanto riguarda il futuro di Ecferus.

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