ECLIPSE – Triumph Of The Pain

 
Gruppo: Eclipse
Titolo:  Triumph Of The Pain
Anno: 2011
Provenienza:  Ucraina
Etichetta: Metal Scrap Records / More Hate Productions
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. AK-47
  2. One Word
  3. Mindsuffer
  4. Last Breath
  5. Nothing But The Hate
  6. Upgrade
  7. Dream Forgotten After First Try
  8. Triumph Of The Pain
  9. Epilepsy Bout
DURATA: 32:49
 

Figli e figliastri? E chi non ne ha nella musica? Gli ucraini Eclipse, trio attivo sin dalla metà degli anni Novanta, sembra avere dei genitori a noi molto più che noti tanto che potrei chiudere la recensione dicendo immediatamente che il loro secondo album "Triumph Of The Pain" sembra uno spin-off dei Cannibal Corpse in versione più zozza e con qualche limite strutturale. Da un lato è vero che l'ispirazione proviene quasi totalmente dalla band di Webster e soci, è altrettanto vero però che le composizioni sono molto più semplici, scarne e prive di qualsiasi fronzolo creando una sorta di mazzata continua che s'impone per i poco più di trentadue minuti di dura del lavoro.

Questo limite naturale è dovuto al fatto che pur essendo vivaci e alquanto divertenti i brani risultano troppo impostati e quelle scariche continue di blast in molte occasioni non permettono uno sviluppo dinamico che vada oltre al ti rompo le ossa ora. C'è comunque qualche spunto gradevole anche dal punto di vista delle atmosfere più intense e con una dilatazione lievemente più percettibile come avviene in "Nothing But Hate".

D'altro canto "Triumph Of The Pain" va preso per ciò che è: una serie di buoni riff, una sferzata di brutalità per ricaricare le pile, una dose di death metal onesta e senza grilli per la testa, perché non farlo godendosi così i leggiadri rigurgiti di Volodymyr Deyev (conosciuto anche come Lecter nel ruolo di batterista negli Screaming Forest)?

I difetti degli Eclipse ne sono la forza trainante, la derivazione dal gruppo maestro e l'esposizione nota a molti non vi fermino, se un disco così riesce a scatenare l'headbanging e a farsi rimetter su con piacere un paio di volte allietando il tempo dedicatogli dal buon deathster di turno credo abbia proprio raggiunto lo scopo prefissatosi. È questo che fa "Triumph Of The Pain", non vi basta? Per viaggi di morte più intensi e duraturi ci sono le leggende del genere, ci si può sempre rivolgere a chi la storia l'ha scritta di proprio pugno e quelli son difficili da eguagliare per chiunque.

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