ECNEPHIAS – Ecnephias

ECNEPHIAS – Ecnephias

 
Gruppo: Ecnephias
Titolo: Ecnephias
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: My Kingdom Music
Contatti:

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TRACKLIST

  1. Here Begins The Chaos
  2. The Firewalker
  3. A Field Of Flowers
  4. Born To Kill And Suffer
  5. Chimera
  6. The Criminal
  7. Tonight
  8. Lord Of The Stars
  9. Wind Of Doom
  10. Nyctophilia
  11. Nia Nia Nia
  12. Vipra Negra
  13. Satiriasi
DURATA: 01:07:02
 

Con oltre dieci anni effettivi di carriera alle spalle, gli Ecnephias sono ormai un nome importante e affermato nell'underground estremo della nostra Penisola; il 2015 è l'anno del loro lavoro eponimo, il quinto sulla lunga distanza, che mette in mostra la maturazione e l'evoluzione della band e la conferma come una realtà che nel tempo ha saputo perfezionarsi nel proporre un proprio stile personale.

Dopo gli esordi più vicini a un Black-Death melodico, i Nostri hanno intrapreso una strada che li ha portati a favorire gli aspetti prettamente atmosferici della loro musica, arrivando con questo disco a una sorta di Gothic Metal in cui le origini più estreme mantengono ancora una discreta influenza. Mediterraneo è un termine che calza alla perfezione a questo lavoro, specialmente se pensiamo che dalla stessa zona geografica proviene un gruppo che ha seguito un percorso simile: parlo dei Moonspell, che in comune con gli italiani hanno quelle atmosfere romantiche e sensuali che li hanno resi celebri; per certi versi potremmo nominare anche i Rotting Christ, quelli di fine anni Novanta. Altri nomi che vengono in mente, seppur appartenenti a nazioni più lontane, sono Paradise Lost, Tiamat e azzarderei anche i Crematory e i Type O Negative, ma badate: ciò di cui parliamo non è una mera copia di quanto già è stato fatto dalle realtà citate.

Il fondatore Mancan è indubbiamente il maggiore punto di forza e il nucleo attorno a cui gira l'universo Ecnephias: la vena melodica della sua chitarra, coadiuvata dal collega Nikko, è più ispirata che mai e sforna ottimi riff in pezzi come "The Firewalker", "Chimera" e "Nyctophilia", seguendo la stessa scia per gli assoli. Che l'orecchiabilità sarebbe stata una caratteristica importante dell'album si era già capito dal brano che lo anticipava, "Vipra Negra", e ciò è reso ancora più evidente nelle tracce in cui viene fuori la componente più Gothic Rock: la già citata "Chimera", "A Field Of Flowers" e "Lord Of The Stars" presentano collaborazioni intriganti tra le sei corde e le tastiere di Sicarius Inferni, spesso presenti ad aggiungere un tocco esoterico che in alcune fasi mi ha portato alla mente anche i Goblin, come in "The Firewalker" e "Wind Of Doom"; l'outro "Satiriasi", inoltre, è stata composta interamente da lui.

Mancan offre una prestazione sopra le righe anche per quanto riguarda la voce: la sua alternanza tra growl e pulito è da tempo un marchio di fabbrica della band e anche in questo caso risulta un elemento fondamentale. I testi sono prevalentemente in inglese e sono scritti con cura, la passione per tematiche vicine all'occultismo è sempre in evidenza, tanto che le parole di "Tonight" e "Lord Of The Stars" altro non sono che riadattamenti di testi di Crowley. Devo dire però che il timbro del cantante si presta molto bene alle parti scritte in lingue quali l'italiano o il portoghese; da un lato è meglio che siano solo alcuni passaggi e probabilmente è una scelta stilistica ben precisa, ma non posso negare che da persona con origini molto vicine al mediterraneo ho apprezzato molto l'ispirazione Folk di "Nia Nia Nia" e il mix delle tre lingue in "Vipra Negra".

Buono anche il lavoro al basso di Miguel José Mastrizzi e alla batteria di Demil, che supportano i compagni con ritmiche sempre adatte, riuscendo a dare una marcia in più nelle parti relativamente spinte con un dinamismo ben dosato; "Lord Of The Stars", "The Criminal" e "Born To Kill And Suffer" sono solo alcuni esempi della loro capacità di adattarsi ai vari contesti. La solida base fornita da questi due musicisti è sicuramente importante nella riuscita del disco, in quanto gli permette di non risultare eccessivamente smielato a causa dell'orecchiabilità; al contrario, potenza e atmosfera sono perfettamente bilanciate.

Con una produzione curata che rende giustizia a ogni singolo elemento, "Ecnephias" è un disco che riesce a intrattenere per una durata di oltre un'ora con la sua varietà e il suo stile personale; Mancan è indubbiamente un personaggio che meriterebbe maggiore attenzione nella scena dello Stivale, capace di ricreare certe sonorità con grande maestria. L'ascolto di questo album e un conseguente approfondimento della band sono caldamente consigliati a chi apprezza le realtà citate precedentemente, tanto più che siamo miracolosamente sopravvissuti all'ennesimo scempio di Sanremo e abbiamo tutti bisogno di un po' di buona musica italiana per riprendere fiducia nel nostro Paese.

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Un pensiero riguardo “ECNEPHIAS – Ecnephias

  • 24 Febbraio 2015 in 15:20
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    Accidenti come sono cambiati! Se avessi ascoltato “Vipra Negra” senza conoscerne l’autore, non li avrei mai riconosciuti.

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