ECO DEL BARATRO – Azione

 
Gruppo: Eco Del Baratro
Titolo:  Azione
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Nuovo Giorno
  2. Testa Di Cane
  3. Divisione
  4. Sballata
  5. Muse D’Acqua
  6. Carcassa Silente
  7. Il Nemico Sbagliato
  8. Sull’Erba
  9. Gioia Eterna
  10. Otto Secondi Di Stupore>
DURATA: 35:15
 

I trentini Eco Del Baratro furono ospiti di Aristocrazia in occasione dell'uscita di "Caro Estinto", e il loro primo album lasciò un bel ricordo nella mia memoria: la formazione — ingenua e genuina — fornì una rappresentazione chiara del disagio che da cui era attanagliata in quel periodo con una prestazione carica d'istintività.

A due anni di distanza da quell'album è arrivato il momento di proporne il successore: è stato da poco pubblicato "Azione", che sembra in tutto e per tutto volersi contrapporre all'apatia immobilizzante che caratterizzava il primo capitolo. Questo disco offre infatti una prestazione che muta il suo aspetto, soprattutto per ciò che concerne l'umore dei brani: sono incazzati e riottosi, vogliosi di sfogarsi, utilizzando la veemenza di una sezione ritmica spesso su di giri e l'ossessione creata da un riffato che si ripete, incastonandosi nel cervello, tutte armi da taglio per affondare nelle carni.

Frullate Jesus Lizard, Shellac, Joy Division e il grunge più acido e disturbato e vi troverete all'orecchio le composizioni di questi tre musicisti nostrani, che danno il via ai giochi in maniera diretta con un bello schiaffazzo che recita così:

Buongiorno al cazzo
ora è tutto chiaro
come fosse nuovo
fuori dal mio vetro
sempre oscurato.

Se ancora non si fosse capito, il rock degli Eco Del Baratro è tutt'altro che happy, è intriso di realismo, di attimi vissuti, mangiati e rigurgitati che fanno pesare ogni singolo grammo del grigiore annerito che si portano dietro, come fossero nevroticamente immobilizzati:

l'aria da tutti i polmoni
scioglie via i colori perso
in un lamento squallido.

Questo stato provoca una reazione costante di rigetto, in alcuni frangenti del disco sembra di ascoltare una versione italica di "Bleach" dei Nirvana, e più forzatamente sono costretti a isolarsi dalla vita, più il contrasto sonoro di risposta diventa ruvido e tagliente. In "Carcassa Silente" si può leggere un verso che declama:

ridotto al silenzio vero
ridotto al silenzio nel cervello.

Il mantenimento di atmosfere così cupe, quasi a creare un manto incorruttibile, non gioca sempre a favore dello scorrere dei pezzi: i momenti in cui il disincanto e le parvenze melodiche si accentuano (penso a composizioni quali "Sballata" e "Muse D'Acqua") non bastano a fornire quel dinamismo che non guasterebbe, e di certo il cantato irruento e urlato riproposto con continuità non è d'aiuto; però l'ira pura scagliataci contro dai tre mitiga tale sensazione.

In fin dei conti questa festa unica e perversa, alla quale siamo stati invitati dagli Eco Del Baratro, vale proprio la pena viverla così com'è:

vieni qui bimba
donami vita

e adesso… "Azione".

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