EDENIAN – Winter Shades

 
Gruppo: Edenian
Titolo:  Winter Shades
Anno: 2012
Provenienza:  Ucraina
Etichetta: BadMoodMan Music
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TRACKLIST

  1. Decadent Blossoms
  2. Thy Heavens Wept In Mourn
  3. Winter Shades
  4. The Field Where I Died
  5. When I Gave Her My Eden
  6. Embittered Silence
  7. Beauty Entwined
  8. Fall The Dusk
  9. Burning Horizon
  10. Beneath An Abstract Sun
DURATA: 54:00
 

Gli Edenian sono un gruppo russo di nuova formazione, il punto è che di nuovo possiedono unicamente la natalità datata 2010 e l'uscita di un primo album in questo 2012 tramite la BadMoodMan Music.

Perché sono così duro sin dalle battute iniziali? Semplice, prendete in mano l'album, guardatene la copertina, apritene il libretto e leggetene i testi, inserite il cd e ascoltatene i brani, anche se non l'aveste fatto la sensazione sarebbe già evidente) sarete investiti da una serie di déjà-vu a dir poco mostruosa, la band suona come una versione immatura e priva d'idee di My Dying Bride, Swallow The Sun, Draconian e Nox Aurea.

Qualche riff di discreto valore c'è ma è disseminato qua e là, i pezzi hanno di per sé strutture sia nell'ambito strumentale che vocale sin troppo aderenti a quelle dei nomi tirati in causa. Non è sufficiente il lavoro di tre diverse voci a offrire una varietà che risulta essere inconsistente. Oltre a quella femminile di Samantha Sinclair, angelica e di ottima compagnia nell'ascolto, troverete quelle maschili di Alexander Ovchinnikov (tracce 2, 3, 5, 6, 8) e Volodymir Tsymbal (tracce 4, 7, 9). Inoltre per rendere ancor più intricata la situazione in "The Field Where I Died", aperta da un intro parlato di David Duchovny (ve lo ricordate no? Il Fox Mulder di "The X-Files" e l'Hank Moody di "Californication"), si aggiunge al "coro" anche quella del produttore del disco e uomo dietro al mixer Igor Kochergin.

L'andamento in genere risulta prevedibile, le fasi appesantite come gli scambi melodici e i ganci orecchiabili nei quali entra la voce di Samantha a far da traino sono studiati seguendo l'abc del provetto compositore di gothic/doom melodico. Manca totalmente il pathos che contraddistingue le grandi release e in questo frangente l'avere alle spalle una sezione ritmica con una drum machine a battere il tempo ha sicuramente il proprio peso in negativo, così come sembra artificiale il suono delle tastiere, non c'è profondità e per un'uscita del genere è una grossa pecca.

Sono amareggiato, non è mai bello dover esprimersi in tali termini su chi ha messo la propria faccia e il proprio lavoro a servizio dell'arte, ed è ancora più un peccato il fatto che gli Edenian le carte in regola per fare sicuramente meglio di così evidentemente le possiedono. Le basi di questo mondo le conoscono bene ma devono staccarsene, non possono rimanere ancorati in maniera così netta ad altre realtà, il rischio è quello di scomparire in un lampo.

Auguro loro che l'avere adesso una line up di sei persone (insieme a Samantha, Volodymir ed Eternal Tom, con quest'ultimo sino a questo momento compositore e strumentista unico del combo, vi sono stati gli innesti di Oleg Dotsenko alla chitarra, Alexander Chernyahovsky al basso e soprattutto di un batterista in carne e ossa, Danielle Gaivoronsky) sia il passo che li conduca a rivedere il proprio modus operandi, cercando e studiando soluzioni che possano garantire una longevità maggiore senza fossilizzarsi. Un cambio di passo che non credo sia impossibile.

L'ascolto di "Winter Shades" lo consiglio esclusivamente ai malati e agli ossessivo-compulsivi del genere, per ora gli Edenian non possono attirare che l'attenzione di chi rientra in tali circoli al limite col fanboysmo puro.

 

 

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