EDGE OF ATTACK – Edge Of Attack

EDGE OF ATTACK – Edge Of Attack

Informazioni
Gruppo: Edge Of Attack
Titolo: Edge Of Attack
Anno: 2013
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/edgeofattackofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. In Hell
2. The Haunting
3. Demon (Of The Northern Seas)
4. Take Me Alive
5. In The Night
6. Edge Of Attack
7. Rise Above
8. Forever
9. The Damned
10. Set The World Aflame

DURATA: 53:02

Quando una band si presenta inserendo dopo la dicitura “power / thrash” anche quella di gruppo sinfonico e con una cantante alla guida, il rischio di trovarsi all’orecchio una boiata è davvero alto. Sarò anche prevenuto, ma rimango convinto che il più delle volte la volontà di esagerare non porti da nessuna parte, anzi faccia più danni che altro.

Gli Edge Of Attack e il loro debutto omonimo sono stati quindi spesso nelle stereo prima di decidermi a scriverci sopra, avrei potuto infatti immaginarmi tutto e il contrario di tutto, per fortuna l’ascolto è risultato essere più gradevole e meno periglioso del previsto. Il quintetto canadese proveniente da Alberta è così composto: Dallas Dyck e Jurek Whipple alle chitarre (con il secondo anche solista), Denver Whipple al basso, Trevor Swain dietro le pelli e Roxanne Gordey a ricoprire il ruolo di cantante.

In fin dei conti la presentazione iniziale avrebbe messo in guardia in molti, invece la musica — per quanto in alcune circostanze tenda a divenire particolarmente dolciastra, penso a “Demon (Of The Northern Sea)”, dotata di uno strano incipit che assomiglia vagamente alla sabbathiana “Children Of The Grave” e poi si trasforma in un brano che porta alla mente i pirati per eccellenza Running Wild, alleggerendosi notevolmente nel ritornello corale — è tutt’altro che disdicevolmente pacchiana o filo-adolescenziale. Il pezzo citato è tra le altre cose anche uno dei più adatti per inquadrare le capacità di Roxanne, la cantante è dotata di una voce dall’animo più scuro rispetto a quello di molte sue colleghe, nonostante mostri una certa brillantezza nei momenti in cui decide di salire su di nota.

“In The Night” nella sua quieta partenza sembra prendere una forma affine agli Iced Earth o ai Metal Church d’annata, invece diventa un pezzo nel quale spiccano la vena sinfonica d’accompagnamento e il nome di riferimento diventa quello dei Nightwish. Brani come l’iniziale “In Hell”, “The Haunting” e “Rise Above” invece ti fanno chiedere quale sia il motivo d’inserire la voce maschile incazzata come una iena che non serve proprio a nulla, mentre con “Forever” in più di un attimo si percepisce un rimando alla figura di Tobias Sammet.

Più aumentano i giri nello stereo e più “Edge Of Attack” porta a galla una peculiarità che si riferisce a qualcun altro, non che il genere permetta chissà quale inventiva, però in certi momenti, prendo a esempio le esecuzioni solistiche di Jurek che sono fra le note positive insite nell’album, l’impressione di stare ascoltando gli Helloween e “familiari” non è poi così lontana e potrei continuare e continuare.

Tutto sommato i canadesi si difendono bene, nel disco non ci sono dei brani da considerare scarti e dato che si parla comunque di un’autoproduzione i valori messi sul piatto pendono verso il segno positivo, anche se un aspetto di sicuro si sarebbe potuto curare con maggior attenzione: quello riguardante la produzione. In quell’ambito — a parte i volumi non sempre coordinati a dovere, alle volte la voce è esageratamente in primo piano, in altre è la batteria a essere ingombrante — manca la valorizzazione del buon operato al basso di Denver, relegato in un angolino.

Tanto potenziale, buone idee e una struttura compositiva che deve ancora maturare, gli Edge Of Attack percorrono la strada giusta, per ottenere risultati degni di memoria però ci vuole ancora un po’. L’impegno da parte loro non manca e speriamo che in futuro le pecche limitanti di questo piacevole debutto vengano rimosse. Nell’attesa provate ad ascoltarli e chissà che non vi siano graditi.

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