EISWERK – Die Ruhe Vor Dem Sturm

EISWERK – Die Ruhe Vor Dem Sturm

Informazioni
Gruppo: Eiswerk
Titolo: Die Ruhe Vor Dem Sturm
Anno: 2011
Provenienza: Schlagenhofen, Bavaria, Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: eiswerkofficial.com
Autore: Bosj

Tracklist
1. Der Bestimmung Entgegen
2. Die Ruhe Vor Dem Sturm
3. Bis Zum Ende
4. Trollfeuernacht
5. Rachefeldzug
6. Adlerherz
7. Vor Den Toren
8. Zum Altern Thorvald
9. Todesschrei
10. Blutsee – Die Jagd Teil 1
11. Blutsee – Die Wahrheit Teil 2
12. Sonnenuntergang
13. Das Letzte Abendmahl
14. Weltenklang

DURATA: 45:36

EISWERK - Die Ruhe Vor Dem Sturm È stato molto divertente scoprire dell’esistenza degli Eiswerk: sembra di fare un viaggio in altri tempi, ad un’epoca in cui il metal era suonato perché non era altro che una passione, un’urgenza artistica, senza nessuna velleità da rockstar o la sbruffonaggine che oggi è con molti gruppi inclusa nel prezzo del biglietto.
I sei giovinastri bavaresi sono invece disponibilissimi, non vedono l’ora di suonare, di diffondere la propria musica e di divertirsi lungo il tragitto, tutto con grande umiltà; dalla pagina Facebook iperattiva, al canale di Youtube dove questo loro primo lungo demo è interamente ascoltabile, tutto lascia intendere la passione ardente per la musica e la genuinità d’intenti.
I ragazzi hanno messo in piedi tutti da soli (il disco è rigorosamente autoprodotto) un progetto davvero fuori di testa: immaginate l’approccio musicale dei Finntroll, mischiatelo alla follia dei Trollfest e buttate nel calderone soluzioni sonore che non vi sareste mai e poi mai aspettati e forse avrete una lontana idea di cosa troverete in “Die Ruhe Vor Dem Sturm”. Forse.
L’album, per quanto venga dichiarato demo, è in realtà più che sufficiente per essere considerato già di per sé vero e proprio full lenght di debutto: tredici brani più intro iniziale per oltre tre quarti d’ora di musica sono abbastanza esplicativi relativamente alla verve compositiva degli Eiswerk. Soprattutto, all’interno del platter non troverete un brano uguale al successivo: anche nei momenti più classicamente heavy, dove il riffing granitico vuole imporsi quale protagonista (“Todesschrei”) incontrerete assurdi stop and go, mini assoli di batteria, improbabili assoli di chitarra, cose dell’altro mondo.
Un pezzo come “Trollfeuernacht” non può non lasciare il segno: cambi di tempo, trombette e casino di vario genere con tastiere in primo piano sono sintomo di fortissimo disagio sociale, e per questo una meraviglia.
“Adlerherz” gareggia sicuramente per la posizione di brano più improbabile: tra tastiere, xilofoni, chitarre che si rincorrono, scacciapensieri (sì, proprio lo scacciapensieri) e chi più ne ha ne metta, l’operato dei Tedeschi non può non divertire, pur con le sue pecche e i suoi limiti.
L’autoproduzione non è particolarmente pulita, anzi tende ad essere pastosa e alle volte sacrifica gli strumenti tradizionali, soprattutto le chitarre, che a loro volta non sono proprio pregevolissime, suonando molto zanzarose e poco corpose, la maggior parte delle volte più cacofoniche che piacevoli. Il discorso è che, per quanto la cosa normalmente significherebbe la piena insufficienza di un album, nel caso degli Eiswerk e del loro lavoro un aspetto del genere passa in secondo piano, tanti elementi spuntano da un momento all’altro, nella più totale follia delle registrazioni.
Chiunque sia in cerca di suoni convenzionali e “di scuola” è avvisato: stia alla larga. Per affrontare un disco di questo genere sono fondamentali e necessarie una grande apertura alle contaminazioni (anche totalmente fuori contesto) e tanta, tantissima ironia.
Ad oggi, il secondo lavoro dei ragazzi bavaresi è prossimo al completamento, speriamo levighino le imperfezioni e smussino gli angoli del loro operato, perché se questa è davvero “La Calma Prima Della Tempesta”, ne vedremo delle belle.

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