EITHER WAY – Behind The Light

 
Gruppo: Either Way
Titolo: Behind The Light
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Across The Light
  2. Redemption
  3. Phoenix
  4. Always Look To The Star
  5. Evil In Me
  6. Red Eyes
  7. Faces
  8. Trouble In My Mind
  9. Scarecrow
  10. Black Soul
DURATA: 43:36
 

Gli Either Way nascono per volontà del bassista e cantante francese Ludovic Ciszewki (Monolyth), che aveva già pronti i pezzi da inserire all'interno dell'album d'esordio. Nella realizzazione si è fatto aiutare dal chitarrista solista Jean-Mischel Cervoni, dal ritmico Fabrice Pelletier (Monolyth) e dal batterista Batt Cauchy (Speed Science, Kink Drop e In Entropy).

"Behind The Light" è fortemente influenzato dai Dark Tranquillity — prendete in considerazione quanto realizzato da Stanne e soci da "Haven" in poi — e seppur in minima parte sembra che pure l'ombra dei finlandesi Insomnium faccia capolino più volte nei brani. La proposta è ricca di melodia e dalla forte inclinazione alle aperture atmosferiche, caratterizzate da un animo dalle tinte fosche e uggiose, seppur addolcite dalle rifiniture di tastiera. Questo strumento è particolarmente attivo e ideale per estendere il campo ambientale delle canzoni, ma è utilizzato in maniera tutt'altro che invasiva.

L'album mostra due facce, tant'è che se da un lato la morsa schiacciante della derivazione dagli inventori del genere pesa come un mattone, dall'altro si ha la possibilità di entrare in contatto con una realtà che già alla sua prima uscita pare sia decisamente in grado di offrire una prestazione ben più che soddisfacente. Il gruppo mette in mostra un buon operato per ciò che riguarda la componente strumentale ed esecutiva, facendo risaltare il più che discreto lavoro svolto al basso da Ludovic (a esempio tenete in considerazione quanto accade in "Red Eyes"), dando libertà di agire alla chitarra solista di Cervoni che si incastra nelle trame dei brani fluida e orecchiabile, arricchendoli; aspetto che non ho mai compreso perché sia sempre stato a dir poco centellinato nelle canzoni sviluppate dai signori di Göteborg.

Formalmente i Francesi hanno davvero poco o nulla da farsi perdonare, magari l'approccio vocale di Ciszewki non è dei più vari, tuttavia ben si presta a supportare il pezzo in corso. Per quanto concerne produzione e mastering invece, entrambi affidati alle mani di Kevin Pandele e svoltisi negli statunitensi Damage Room Studio, siamo di fronte a un disco che si potrebbe considerare l'atto compiuto da una formazione già matura, se non peccasse di una costante latenza di personalità.

Pur essendo agli inizi, gli Either Way risultano essere comunque più gradevoli e interessanti di molti loro colleghi-cloni che infestano l'ambito melodico della scena death metal. Tirando quindi le somme, pendo per vedere questo bicchiere come mezzo pieno e vi suggerisco di dare loro un ascolto.

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