EKOVE EFRITS – Conceptual Horizon

 
Gruppo: Ekove Efrits
Titolo:  Conceptual Horizon
Anno: 2011
Provenienza:   Iran
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Unmeaning Circle
  2. Faceless Moments
  3. All That We Lost
  4. A Celebration For Sorrow
  5. I Just Wish…
  6. I Walk Into The Darkness
  7. Hills Of Ashes
  8. We Can Fly Once More
  9. Floating Energies From Nature
  10. Eternal Wounds
  11. Dreamy Painting
DURATA: 01:04:25
 

L'Iran non è di sicuro la nazione con la scena metal più influente del mondo, a dir la verità a parte i Sorg Innkallelse da me recensiti e i Tenebrous Shadow curati da M1, non è che il panorama black di quelle zone mi abbia condotto a ricercare altro, è stata quindi una discreta sorpresa apprendere che la canadese Hypnotic Dirge avesse messo sotto contratto gli Ekove Efrits, band di cui non avevo assolutamente sentito neanche parlare ma che a quanto pare con "Conceptual Horizon" giunge al terzo lavoro in formato full e possiede una discografia ricca di demo (ben quattro), un ep e il best of "Nettlesome Solitude" uscito nel 2009. Cosa mi sarà finito fra le mani?

Il disco non è la solita prova di depressive black, è quindi stato piacevole constatare che l'artista celato dietro tale monicker, Count De Efrit, sia di quelli che non si fermano sperando di "arrivare" da qualche parte fotocopiando auree e riffing burzumiano.

Sì, l'aspetto ciclico nel riffato c'è e in più riprese fa divampare una malinconia suadente e avvolgente, i pezzi per lo più orientati a dar spazio alla prestazione strumentale danno riprova delle più che discrete capacità compositive del musicista virando in corsa da fasi ruvidamente black metal ad atmosfere tendenti al post-rock lasciandosi andare a esplorazioni in campo doomico che fortificano la consistenza di base.

Non vi sono per fortuna viaggi avanguardistici a spezzare il mood di un "Conceptual Horizon" che pecca non tanto nell'esposizione stilistica quanto nell'omogeneità con la quale porta pesantemente avanti le proprie soluzioni.

Se da un lato abbiamo un album che regala continuamente emozioni decadenti e dal flavour più gotico che maligno grazie soprattutto a brani intensi e fascinosi quali "Unmeaning Circle", "All That We Lost", "Hills Of Ashes" (con tanto di omaggio al signor Ludwig Van Beethoven) e "Floating Energies From Nature", dall'altro si riscontra il fatto che un'ora e passa di musica siffatta diviene difficile da assimilare se non sottoforma di semplice sottofondo, il che è un peccato in quanto l'opera è stata curata degnamente anche per quanto concerne l'ambito produttivo e neanche il suono della drum-machine, peraltro programmata a modo e dal suono tutt'altro che disturbante, riesce a essere un fattore realmente limitante. Sarà quindi il caso magari di rivedere un attimo la tracklist ed eliminare un paio di frangenti più che ipnotici unicamente ripetitivi? Può darsi.

La conclusione è semplice, se siete amanti della scena metal atmosferica "Conceptual Horizon" avrà in serbo per voi un bel po' di musica di cui nutrirvi magari a piccole ma costanti dosi, l'ascolto ve lo consiglio, è sempre e comunque l'unico modo che abbiamo a disposizione per poter affrontare al meglio una qualsiasi prova di gran spessore o easy listening che sia, a voi la palla.

 

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