ELDERGAAD – Children Of Gaad

 
Gruppo: Eldergaad
Titolo:  Children Of Gaad
Anno: 2011
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Cult Of The Void
  2. Ruination
  3. Malevolent Imprint
  4. Darkest Obsidian
  5. Aristocracy Of Lies
  6. Nocturnity
  7. Eternity At A Glance
  8. Wormtongue
DURATA: 45:35
 

Gli Eldergaad sono un quartetto di Minneapolis la cui formazione è recente, è infatti nel 2010 che la band muove i primi passi e nel 2011 produce la prima opera, l'album "Children Of Gaad".

Lo stile dei ragazzi non è facilmente inquadrabile, la matrice fondamentale del suono attinge dal panorama thrash con Slayer e Kreator come riferimenti principali, soprattutto i tedeschi vengono presi ad ispirazione dalla voce di Raa che più volte ricorda il buon vecchio Mille Petrozza quando diviene maggiormente aggressivo, a volte mixato allo stile Araya, in pratica una bella botta. Non disdegnano però fuoriuscite da tali schemi proponendo divagazioni progressive e spunti di stampo modern metal che danno al lavoro una spinta in più, tirandolo fuori dal pantano formato da produzioni sin troppo similari per non dire fotocopiate che spopolano in ambito thrash e che forse sarebbero da apostrofare come trash.

I giochi si aprono con "Cult Of The Void", downtempo tenebroso nel quale la chitarra solista ricama una melodia che rimane in testa, un connubio perfetto fra le parti lente in stile eighties di Hannemann & Co. e la vocalità acida di Raa che assume una consistenza cattiva e di spessore, il break che spezza alzando i ritmi è pura adrenalina; ben diversa è la terza canzone in scaletta, "Malevolent Imprint", che imposta il proprio svolgersi su dinamiche ben più ampie, continui cambi di ritmo, particolari che avevano già preso piede nella precedente "Ruination" nella quale il cantante dimostra di saper usare l'ugola anche per salire di nota e sfruttare soluzioni leggermente più chiare pur rimanendo nel territorio del graffiato. Il death tecnico degli Atheist si rivela poi essere un'altra papabile fonte d'ispirazione, tale influenza si può notare ancor più rimarcata in "Aristocracy Of Lies".

È strano il modo di esporsi degli Eldergaad perché in una traccia come "Darkest Obsidian" oltre le band già citate si percepisce un'affinità con i vecchi Forbidden, mentre "Nocturnity" colpisce sin dall'introduzione eseguita dalle chitarre, regalandoci un altro pezzo condito di varianti tecniche assestate in modo da rendere più fluide possibile le movenze a tratti quasi jazzate: questi musicisti ci sanno decisamente fare.

Gli statunitensi pur dimostrando di possedere delle innegabili doti strumentali non commettono l'errore di giocare a chi se la tira di più, la ruota gira solo in un verso riuscendo nel far confluire espressività, varietà e prestanza ai brani tanto che anche una lunga "Eternity At A Glance", quasi nove minuti di canzone, fila via con piacere, dandoti quella spinta adeguata per ondulare la testa e senza che me ne sia accorto son già arrivato a "Wormtongue", traccia che in maniera pesante e greve alternando sezioni accelerate e altre tendenti al groove porta a conclusione "Children Of Gaad".

L'underground continua a offrire lavori d'ascoltare con la dovuta attenzione, è quindi ancora una volta cosa giusta andare a pesca nel mare delle autoproduzioni e supportare chi con la passione e i soldi propri ci mette la faccia per dar vita a musica che valga la pena di conoscere e gli Eldergaad fanno sicuramente parte di questa cerchia di gruppi, puntateli per l'acquisto.

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