ELECTRIC MOON – Inferno – Aristocrazia Webzine

ELECTRIC MOON – Inferno

 
Gruppo: Electric Moon
Titolo:  Inferno
Anno: 2011
Provenienza:   Germania
Etichetta: Sulatron Records
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TRACKLIST

  1. Mental Record
  2. Inferno
DURATA: 01:06:14
 

Gli Electric Moon non arrestano la loro marcia: dopo aver pubblicato "Lunatics" e "Lunatics Revenge", il gruppo composto da Sula Bassana, Alex (sostituto definitivo di Pablo Carneval?) e Komet Lulu rilascia un cd-r limitato a sole cento copie intitolato "Inferno".

Cosa rappresenta questo nuovo episodio? È l'ennesimo tassello posto a delineare il percorso che i precedenti lavori avevano avviato, due sole tracce (ma ben oltre un'ora di musica) che ci permettono ancora una volta di addentrarci all'interno del mondo psichedelico e drogaticcio che rappresenta il credo artistico della band.

Il disco dà il via alle danze con "Mental Record", pezzo cangiante, dalle tonalità notevolmente più scure e abissali rispetto al passato. Le linee di basso zampillano, accaparrandosi spazio, l'atmosfera è densa e carica d'elettricità: è la faccia più tosta e pesante degli Electric Moon, lo stoner rock diviene una presenza più nitida e si sta facendo strada nel nostro orecchio.

In fin dei conti un brano di un quarto d'ora non è una novità nel genere e date la qualità strumentale e quella emotiva espresse scivola via senza troppi problemi. È "Inferno" invece, che titolo più azzeccato non avrebbe potuto possedere, a mettere a dura prova la nostra concentrazione, è lo scoglio possente che ci si pone dinanzi, tre quarti del minutaggio complessivo sbattuti in faccia senza possibilità di evitarli, a meno che non spegniate lo stereo. Sarebbe però un grosso errore, visto il succulento banchetto che è stato organizzato.

Il pezzo è una summa e al tempo stesso l'evoluzione naturale di ciò che sono gli Electric Moon: ci sono le movenze spacey dilatate, la psichedelia sognante e alterata, la cadenza ossessiva e avvolgente del riffing e l'organo che fornisce quella dimensione settantiana aggiuntiva al sound. A tali requisiti di base potete poi addizionare una componente dispersiva e oscillante che elimina spazio e tempo: una volta incrociata tale enorme centrifuga, la mente subisce piacevolmente un perdurante ondeggiare. Siete pronti a lanciarvi in un vuoto lussurioso che v'inghiottirà, decidendo se rimandarvi a casa o incantenarvi a esso per l'eternità? Se la risposta è sì, quest'ulteriore approfondimento musicale di casa Electric Moon deve essere vostro.

Non bisogna per forza saper suonare duemilaseicento note al secondo e avere una produzione talmente perfetta da risultare finta: i dischi vanno vissuti in quanto esperienza corporea e mentale, con trip simili è come stare in una scuola di cinema e avere Stanley Kubrick che ti fa lezione, c'è solo da imparare, godendo dell'arte che ci viene donata.