ELECTRIC WIZARD – Wizard Bloody Wizard

 
Gruppo: Electric Wizard
Titolo: Wizard Bloody Wizard
Anno: 2017
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Spinefarm Records
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TRACKLIST

  1. See You In Hell
  2. Necromania
  3. Hear The Sirens Scream
  4. The Reaper
  5. Wicked Caresses
  6. Mourning Of The Magicians
DURATA: 42:48
 

Una illustrazione sfocata di un satiro intento a fumare erba. "Dopethrone", ovvero un colossale monumento all'alienazione, uno tra i dischi più morbosi che siano mai stati concepiti; e nonostante monoliti sempiterni come "Funeralopolis" e "We Hate You" non siano invecchiati di un giorno, da allora sono già trascorsi ben diciassette anni e di cose ne sono cambiate parecchie. Cinque album di qualità oscillante tra l'ottimo ("Let Us Prey") e il clamoroso ("Witchcult Today", "Black Masses"), e la conquista della consapevolezza che ascoltare un nuovo disco degli Electric Wizard è sempre un viaggio allucinato tra i meandri di quell'oscurità mefitica al cui interno ormai ci sentiamo a casa. Tutto bellissimo ed estremamente rassicurante, almeno fino a oggi.

"Wizard Bloody Wizard" è il titolo dell'ultima fatica del quartetto britannico: una fatica che non deve essere costata molti sforzi, o almeno è questa la sensazione che trapela ascoltando pezzi come "Necromania" e "Hear The Sirens Scream". Incredibilmente Jus Oborn e soci si sono fatti una lunga doccia e si sono lavati di dosso quella patina di decomposizione e cannabinoidi che li ha ricoperti nell'ultimo ventennio, il che sarà stata sicuramente una buona cosa per loro, ma lo è un po' meno per noi ascoltatori, perché il Rock settantiano ruffiano e banale che ci viene propinato è troppo lineare e nitido, privo di qualsivoglia scossone e tutt'altro che convincente.

Ascolto dopo ascolto, sembra che i Nostri abbiano purtroppo smesso di ammazzarsi di canne e acidi, sostituendo tali sostanze con elevate dosi di sonniferi: il risultato è la perdita quasi totale di quell'impagabile tanfo di putrefazione spirituale che inglobava i loro lavori precedenti e, laddove le blasfeme invocazioni del passato aprivano portali dai quali fuoriuscivano torrenti di liquami pestilenzialmente inebrianti, ora ci sono soltanto dei bambini con una candela accesa che giocano a spaventarsi con le storie dell'orrore.

Questo album sembra quasi una presa per il culo ed episodi imbarazzanti come "Wicked Caresses" reiterano il sentore parodistico che aleggia su tutta l'opera, in quanto pare che gli Electric Wizard tentino senza fortuna di emulare loro stessi, quasi alla stregua di un gruppo di ragazzini alle prese con le cover del gruppo preferito. Non fraintendetemi, non voglio dire che manchino le capacità tecniche, ma non c'è mordente, i suoni sono troppo puliti e privi del tutto di quelle distorsioni grasse e dense come una colata di lava venefica.

L'impressione generale è che i quattro inglesi non traggano più alcuna ispirazione da un immaginario fatto di empi rituali necromantici, di testate nucleari pronte a ridurre l'umanità a un esercito di zombie, di trip demoniaci, di antichi orrori infernali e di fornicazioni occulte, ma che trattino qui tali argomenti con leggerezza, più per mantenere uno status che per reale impulso creativo.

A onor del vero, va detto che con "The Reaper" troviamo un momento più esaltante, quando l'atmosfera rarefatta e un po' esotica riporta alla mente alcuni bui sprazzi dei tempi gloriosi del decennio scorso, ma poco più di tre minuti sono davvero insufficienti per salvare un disco a dir poco scialbo. Certo, nessuno potrà mai dire che questo sia un album suonato male: c'è la psichedelia, ci sono gli Anni Settanta, ci sono l'attitudine vintage e le movenze lisergiche, ma il vero problema è che tutte queste cose c'entrano con gli Electric Wizard solo fino a un certo punto. O meglio, sarebbero perfettamente al loro posto se fossero declinate secondo quello che è sempre stato il marchio di fabbrica dei Nostri, ma presentate così risultano insipide, fiacche e anacronistiche.

Questa volta la cerimonia non è andata a buon fine e al posto del consueto plotone di infami abomini non morti si è risvegliato solo un vecchio e polveroso scheletro che non è in grado di nuocere a nessuno. Che lo Stregone sia rimasto vittima del suo stesso sortilegio? L'unica certezza è che l'enorme potere di cui egli aveva dato prova è ora disperso, e se vorrà sperare di riunire ancora le sue schiere di seguaci dovrà tentare qualche maleficio più potente, poiché allo stato attuale può sperare di spaventare giusto qualche chierichetto ancora lontano dalla pubertà.

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