ELECTROCUTION — Inside The Unreal (2012)

 
Gruppo: Electrocution
Titolo:  Inside The Unreal
Anno: 1993
Ristampa: 2012
Provenienza:  Italia
Etichetta: Contempo Records / Goregorecords
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TRACKLIST

  1. Premature Burial
  2. Rising Of Infection
  3. They Died Without Crosses
  4. Growing Into The Flesh (Bleed To Death)
  5. Body's Decay
  6. Ghost Of The Past
  7. Under The Wings Only Remains
  8. Back To The Leprosy Death
  9. Behind The Truth
  10. Bells Of The End
DURATA: 36:57
 

Gli Electrocution sono uno dei miti italici per eccellenza e "Inside The Unreal" uno di quei dischi indubbiamente da possedere. In passato ne abbiamo già parlato, chi segue il sito da un po' ricorderà probabilmente la recensione del buon Leo, vi potreste quindi chiedere perché dare altro spazio a questa band? I motivi sono molteplici, inizio con quelli personali legati al fatto che con questo disco ho condiviso momenti particolarmente belli e che purtroppo sino a oggi ho dovuto ascoltarlo in cassetta, di conseguenza l'acquisto di questa nuova versione per festeggiarne i vent'anni dell'uscita era per me obbligatorio, tenendo conto che i prezzi a dir poco esorbitanti che si trovavano sui vari siti non me ne hanno permesso l'acquisto.

In secondo luogo è doveroso scrivere di un "Inside The Unreal" al quale è stata donata nuova vita senza commettere nessun reato, al contrario infatti di quanto spesso accade, fra le mani si ha un lavoro che mantiene moltissimo dell'originale: iniziando dalla cover ammodernata sì ma effettivamente più che similare a quella originale e arrivando al feeling genuino e fottutamente death metal di stampo oltreoceanico delle tracce che con la produzione odierna guadagna in definizione non perdendo in espressività e potenza. In pratica gli Electrocution sono ancora gli Electrocution e il restyling è alquanto apprezzabile siccome non ne deforma l'identità.

Perché comprarlo? Se si possiede la prima stampa probabilmente per puro collezionismo o curiosità d'ascolto, nei casi restanti è evidente come il Sole di mezzogiorno che l'Italia sia un paese drasticamente esterofilo, capace di sputare sempre e ripetutamente nel piatto dove mangia anche quando possiede arte allo stato puro da incorniciare e della quale farsi vanto. Possedere un disco come "Inside The Unreal" in collezione dovrebbe essere un doveroso atto di riconoscimento nei confronti di una scena metal che ha sfornato dei capolavori invidiatici da tantissimi e bistrattati, o per lo meno poco considerati, da noi autoctoni.

Nelle varie discussioni fra "metallari" insieme a nomi più altisonanti e autorevoli per carriera di lungo corso sarebbe buona cosa se i più grandi, come si faceva una volta, indirizzassero i più giovani alla riscoperta delle pietre miliari nostrane, gli Electrocution sono fra queste e non devono essere dimenticati.

 

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