ELEVATORS TO THE GRATEFUL SKY – Electric Mountain

 
Gruppo: Elevators To The Grateful Sky
Titolo: Electric Mountain
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Technicolour Window
  2. White Smoke
  3. Electric Mountain
  4. Cosmic Dust
  5. Ganesha
  6. Burned By A Million Quasars
DURATA: 29:25
 

La Sicilia? Un mondo musicale a parte, un mondo decaduto dopo gli anni Novanta e che sembrerebbe in rovina. Non è proprio così, in realtà la gente che si muove e produce c'è eccome, i nomi non sto neanche a elencarli perché chi segue la scena metal underground ne potrà citare almeno una quarantina di validi. È però evidente che mentre Catania continua a mantenere saldamente la maglia nera del «parliamo ma produciamo praticamente un cazzo», Palermo e zone limitrofe invece sfornano con assiduità musica interessante, nonostante il circolo di artisti che ruota all'interno delle varie realtà sia quasi sempre lo stesso.

È il caso della nuova band stoner Elevators To The Grateful Sky, che altro non è che l'angolo più rock e psych lontano dal mondo del metal estremo di musicisti attivi negli Undead Creep, Omega, Haemophagus, Sergeant Hamster e Horcus. Unite le forze, questi hanno rilasciato il primo lavoro "Electric Mountain", legato a sonorità desertiche e rock'n'roll che coinvolgono ovviamente nomi noti: si va dai classici Kyuss e Fu Manchu, passando per reminiscenze hendrixiane, fino ad affondi pesanti e più doom evocanti gli Electric Wizard, ma vi potranno girare in testa altri duemila grandi signori del genere come Spiritual Beggars, Nebula e Orange Goblin.

Se da un lato sono palesi i déjà vu disseminati nella prova, dall'altro è complicato per un amante di questo tipo di musica non godersi appieno i pezzi, in quanto le atmosfere, le scanalature, le fughe psichedeliche e perfino quelle sparute intrusioni tastieristiche tese a rendere il suono maggiormente opprimente risultano essere indovinante. Tenendo conto poi che si tratta di un debutto che esula dalle sonorità solitamente esplorate negli altri gruppi da questi musicisti (a esclusione forse dei Sergent Hamster), il risultato è gradito all'orecchio.

Devo inoltre fare i complimenti al cantante Sandro: se come growler con gli Undead Creep c'è davvero poco di cui lamentarsi, è stato invece inaspettato ascoltarlo in una esibizione vocale così varia ed emotivamente coinvolgente come quella messa in atto in "Electric Mountain".

Come avrete notato non mi sono soffermato su un commento traccia per traccia che reputo inutile, poiché un album che non dura neanche trenta minuti e possiede ciò che si cerca in un disco stoner va inserito nello stereo e scaricato sul vicinato a volume talmente elevato da farlo giustamente inveire, mentre voi placidi e tranquilli godete dei pezzi, sorseggiando birra e decidendo se viaggiare sulle onde del cosmo o quelle di un mare bizzoso perfetto per surfare. Qualunque sia la vostra scelta, datevi una botta di vita con gli Elevators To The Grateful Sky.

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