EMBODIED – Perception Perverse | Aristocrazia Webzine

EMBODIED – Perception Perverse

Informazioni
Gruppo: Embodied
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.embodiedmusic.20m.com – www.myspace.com/embodiedmetal
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Consumed By The Afterlife
2. (21st Century) Plague
3. World Defiled
4. Endless Chaos
5. Infernal Agony
6. Bathed In Blood
7. Through The Flesh
8. Drone
9. On To Oblivion

DURATA: 45:59

EMBODIED - Perception Perverse Gli australiani Embodied nascono sul finire degli anni Novanta, e dopo aver prodotto un discretto ep di debutto nel 1998, “Slaves Of The Ancient Machine”, si fermano per ben quattro anni riprendendo l’attività nel 2002 e non fermandosi più.
In questi ultimi otto anni hanno dato alle stampe dapprima “Destined To Burn” e ad agosto del 2010 è stato rilasciato il successore “Perception Perverse”.
Sono una di quelle formazioni ancorate al death metal di vecchio stampo, è facile riconoscere nel loro sound inflessioni provenienti da act quali Cannibal Corpse, Morbid Angel, Vital Remains, Deicide, Cryptopsy e tratti leggermente orientaleggianti che in alcune occassioni potrebbero far pensare ai Nile prima maniera (ma si parla di lievissime reminiscenze).
E’ scontato quindi che se vi aspettaste da un loro disco una prova sparata a tremila e hyperblast resterete delusi, la direzione che perseguono è quella più atmosferica e carica di groove, le parti lente e cadenzate sono una delle armi che meglio sanno sfruttare anche se non rinunciano alla scarica blastata quando serve per cambiare le dinamiche messe in tavola.
C’è tanta genuinità, una passione sfrenata per le costruzioni e il modus operandi in genere della decade in cui sono nati prendendo spunto dall’evoluzione avvenuta nel decennio fondamentale (1988-1998), partendo da questa base entrare in contatto con la proposta di canzoni come “(21 Century) Plague”, “World Defiled”, “Endless Chaos”, “Bathed In Blood” e “On To Oblivion” sarà abbastanza semplice e piacevole dato che rispecchiano quello che un appassionato del genere vuole, seppur non si possa negare che la derivazione dalle band madre sia abbastanza palese.
Non credo comunque che sia innovare lo scopo degli Embodied, è piuttosto quello di fornire della buona musica e tirando le somme abbiamo fra le mani un onesto e discretamente elaborato album di death metal.
Il lavoro svolto dalla asce Erik e Marcus dà una marcia in più alle canzoni trovando i momenti adatti in cui far fuoriuscire una vena solistica che spesso si avvolge di melodia, altrettanto valida è la prestazione dietro il microfono di Dave per impostazione e profondità.
La produzione non è male, l’unica nota non negativa ma che potrebbe esser tenuta in conto per il futuro è quella di dare un po’ di volume aggiuntivo al basso che rimane leggermente sotto soprattutto nelle fasi più concitate, tolto questo comunque la resa è soddisfacente.
Per quanto riguarda l’artwork sulla scelta di usare un digipack six panels con incisi sopra i testi, soluzione comoda e da un po’ in voga, non c’è molto da dire se non che la front-cover non rispecchia la natura di una proposta che trova il suo limite d’età per sound ricollegabile a un’uscita come “Gallery Of Suicide”, i colori e la raffigurazione sono troppo moderni e stridono con la violenza matrice old-oriented della band.
Con un disco come “Perception Perverse” si va sul sicuro, se le formazioni odierne ultra pompate e le scariche a manetta sterili e asettiche vi annoiano uccidendo i vostri neuroni, mettetelo su e lanciatevi in una folle scapocciata, dopo vi sentirete molto meglio.