EMBRACE OF DISHARMONY – Humananke

 
Gruppo: Embrace Of Disharmony
Titolo:  Humananke
Anno: 2014
Provenienza:   Italia
Etichetta: My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Shards Of Apocalypse
  2. Ab Nihilo
  3. The Eternal Champion
  4. Identity
  5. The Edge Of Nowhere
  6. Dirge On A Soul Staring At The Stars
  7. By The Hands Of Moirai
  8. Void
  9. A Descent Into The Maelström
DURATA: 56:11
 

Pur facendo parte di coloro i quali si divertono a trovare ogni possibile combinazione per definire il genere di un gruppo, relegare "Humananke" dei nostrani Embrace Of Disharmony a un mero progressive metal sarebbe terribilmente ingiusto. Questo perché, partendo da strutture complesse e tecnicismi, il primo disco dei romani sfoggia tutta una serie di scelte musicali e canore che ci aspetteremmo di trovare in prodotti di natura abbastanza diversa.

Prima di tutto, l'ottima alternanza delle voci di Gloria Zanotti e Matteo Salvarezza dona una varietà timbrica stereofonica che in brani quali "Shards Of Apocalypse" e "Identity" circonda l'ascoltatore, strattonandolo e disorientandolo. Davvero ottima la prestazione in cui non si finisce per ricalcare gli stilemi gotici, ma si lascia libera interpretazione a sali-scendi repentini. Entrambi estremamente espressivi, i due cantanti giocano spesso tra dissonanze vocali e alternanza di pulito e sporco per adattarsi meglio alle tematiche del disco. Queste seguono tutte un tema univoco, collegato anche al titolo dell'album: la lotta contro il destino per l'affermazione della propria esistenza. Troviamo quindi tracce di chiaro stampo mitologico, oltre ad alcune inspirate maggiormente dal fantasy come "The Eternal Champion", con un Elric molto più oscuro e drammatico.

Dall'altro lato, l'interessante sfoggio di tecnica per strutture arzigogolate e complesse difficilmente cade nel prolisso, offrendo sempre accompagnamenti orchestrali e allo stesso tempo estremi che, magicamente, ben si sposano con gli ospiti di un certo calibro. Alcuni vengono perfino messi un po' in ombra dalla vena compositiva degli italiani (l'assolo di Bittencourt in "Identity" ha ben poco di unico), ma il risultato migliore lo si ottiene quando la caratteristica primaria del brano si sposa con quella peculiare dell'ospite, come nel caso dell'orientaleggiante "The Edge Of Nowhere" che conta sulla partecipazione di Kobi Farhi, voce degli Orphaned Land. Per assurdo, l'assolo di basso di Lepond (Symphony X) nello stesso pezzo non appare tanto fresco quanto l'aiuto vocale del gruppo di "Mabool".

In ogni caso, "Humananke" non è un disco di facile assimilazione: lo ripeto, la struttura complessa dei brani li rende quasi tutti delle mini identità a se stanti. In più, il portare all'estremo delle strutture tendenzialmente tecniche sfocia spesso in un avantgarde che gli Embrace Of Disharmony a volte riescono a modellare in maniera sopraffina, mentre in altre finiscono per perdercisi al proprio interno (come nel caso della disturbante "Dirge On A Soul Staring At The Stars"). Tendenzialmente pregiato anche il flusso compositivo, come nella strumentale "By The Hands Of Moirai" che probabilmente ricorda più di tutte lo stile dei Symphony X — gruppo al quale spesso vengono stranamente paragonati.

Da sottolineare pure la squisita cura del libretto con una qualità altissima tra immagini e carta, il quale contiene tutti i testi (anche del parlato) e una chiara introduzione all'album che è segno di attenzione e interesse verso l'ascoltatore.

Gli Embrace Of Disharmony sono un gruppo che forse cerca ancora un'identità, ma che — secondo il sottoscritto — potrebbe benissimo forgiarsi cercando di seguire la vena dei norvegesi Arcturus (come nella splendida "A Descent Into The Maelström" di chiusura).

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