EMBRACE OF SILENCE – Leaving The Place Forgotten By God

EMBRACE OF SILENCE – Leaving The Place Forgotten By God

Informazioni
Gruppo: Embrace Of Silence
Titolo: Leaving The Place Forgotten By God
Anno: 2012
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: myspace.com/embraceofsilence
Autore: Mourning

Tracklist
1. In Gloom Of Somnolent Night
2. The Slave Of Forgotten Graves
3. The Gates Of Remembrance
4. Silent Voice, Empty Words
5. Way To Salvation
6. In Angel’s Hand
7. I’m Your Jesus

DURATA: 44:20

Russia, Ucraina e territori limitrofi non la smettono più di produrre act di stampo doom, ne siamo contenti? Eccome, molte delle proposte finite sotto l’ala protettrice della Solitude Productions dimostrano che la qualità del genere, nelle sue molteplici sfaccettature, si mantiene ben oltre una canonica sufficienza. Gli Embrace Of Silence, una delle ultime band entrate a far parte del loro roster, ce ne forniscono l’ennesima riprova con il debutto “Leaving The Place Forgotten By God”.
La formazione di Odessa, la città più popolosa nella parte meridionale dell’Ucraina, è musicalmente figlia adottiva da una parte del movimento nato in terra britannica, con i My Dying Bride come attore principale, per atmosfere e divagazioni extra metal con l’utilizzo ormai usuale del violino, dall’altra di quello scandinavo, in particolare dei Candlemass del breve ma superbo periodo con Johan Längquist e il primo Messiah alla voce; non è però il cantato a ricordarli quanto in più di una circostanza la prova delle chitarre.
Un altro termine di paragone potrebbe essere fatto con una formazione più recente, i My Silent Wake di Ian Arkley, in questo specifico caso il feeling è legato oltre che a una questione di sound per certi versi combaciante, all’impronta emotiva e significativa che è stata fornita ai testi.
Per quanto il combo inglese non si sia mai sentito affiliato al mondo white metal, i temi trattati erano e sono per lo più affini a quella visione, spulciando il booklet degli Embrace Of Silence non ho potuto fare a meno di imbattermi in una rappresentazione grafica indirizzata al religioso. La figura del Cristo in ginocchio insita nella facciata della conclusiva “I’m Jour Jesus”, con il finale del pezzo che recita:

Glorify me
I’m your Jesus trust me
I’m your Jesus betray me
I’m your Jesus crucify me
I’m your Jesus

Anche altri frammenti farebbero pensare a una possibile appartenenza o simpatia per quel mondo, quello di “Way To Salvation” ad esempio:

“I follow you, but where you lead by way to salvation or destruction of my soul
I follow you, but where you lead what predicts this morning toll

E pure “In Angel’s Hand” nel quale vi è una vera e propria invocazione recitata e sospirata all’aiuto angelico:

“Again, devil tries to take over me
Again I try to escape from him and all I can to save themselves
It prays to my angel… and asks him to help”

Tutto ciò può divenire un problema? Probabilmente per coloro che a priori si fanno condizionare da tale elemento sì, sarebbe comunque un peccato sottovalutare o peggio ancora non dare una chance a un album come “Leaving The Place Forgotten By God”. Le componenti ritmiche — quell’incedere lento, frequentemente annerito e alimentato dalla malinconia struggente tanto cara ad Aaron Stainthorpe e soci — così come la prestanza e il forzare sino a spingersi al limite col death (più per consistenza che velocità), con il growl a supportare entrambe le visioni, sono comunque ben orchestrati e, pur non scostandosi da quanto donatoci in passato da act più noti (il punto di riferimento rimane non a caso il nome dei My Dying Bride), garantiscono un ascolto piacevole. Non so quanto potrà essere duraturo in playlist, ma piacevole lo è.
Al quintetto si può riconoscere la capacità di alleggerire il carico tramite sezioni acustiche, adombrarsi ulteriormente divenendo decadente e aggraziatamente scuro sfruttando una solistica dall’esecuzione dilatata e un accompagnamento dei synth centellinato, mai ingombrante o fuori posto. Questi elementi si pongono a favore di un platter che non immette nulla di nuovo sulla scena tuttavia in possesso di un ottimo potenziale.
Gli Embrace Of Silence sono quindi consigliati esclusivamente agli sfegatati del genere? Forse sì, manca ancora un pizzico di personalità, la produzione avrebbe potuto dare più risalto al basso e qualche altra piccola pecca qua e là si nota, nulla però che possa realmente inficiarne l’operato.
Se comunque vi capitasse sottomano e non foste proprio ascoltatori di primo pelo, troverete musica di vostro gradimento che potrebbe anche condurvi all’acquisto, mossa che in nessun caso potrei definire come sbagliata.

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