EMBRYO – No God Slave

EMBRYO – No God Slave

Informazioni
Gruppo: Embryo
Anno: 2010
Etichetta: Rising Records
Autore: Mourning

Tracklist
1. No God Slave
2. Democratic Mankind Slaughter
3. No Way Left
4. Escape From Your Fears
5. The Scarecrow
6. Fear’s Invention, Pain
7. Behind Blind Eyes
8. Among The Living Dead
9. Dark Passenger
10. Flatterer Of Indifference

DURATA: 36:11

EMBRYO - No God Slave Li avevamo lasciati quattro anni fa con il debut “Chaotic Age”, si erano rifatti vivi con un “Promo” l’anno passato ed ecco che adesso è arrivato il momento del secondo album per i nostri conterranei Embryo.
La band cremonese ha da poco pubblicato “No God Slave”, nuova fatica che vede un miglioramento globale e un’evoluzione in positivo della base proposta ormai quattro anni or sono.
In un panorama sempre più sezionato, dove melodia, groove, brutalità s’intersecano o meno creando, smontando e ricollocando generi e modi di comporre, i ragazzi hanno trovato una formula semplice ma azzeccata per combinare queste tre componenti facendole coesistere nella maniera a loro più congeniale.
In pratica stringendo si potrebbe racchiudere il loro stile in un death/thrash di stampo progressivo.
Dieci tracce per poco più di trentasei minuti, caratterizzate da un uso ossessivo della tastiera spesso cantilenante che s’interseca dentro i brani mai opprimendoli ma che non sarà di non facile assimilazione per chi ama il death puro e crudo.
L’alternarsi delle due vocalità growl/semi-scream fa sì che la prestazione dietro il microfono varia e ficcante si accosti al riffing prestante sia dal punto di vista melodico che dell’impatto che fornisce nella maniera più consona, evitando sbavature e forzature inutili limitandosi a spingere quando richiesto.
Il macinare delle chitarre è compatto, innalza muri groove di buon spessore che in tracce come “No Way Left” e “Behind Blind Eyes” vengono sfruttati al massimo del loro potenziale.
L’atmosferia dei pezzi è una delle carte su cui puntano, la tastiera in certi casi ricorda i Crematory che ormai non esiston più, quelli aggressivi quanto decadenti dei primi dischi.
Accenna anche tratti progressivi tanto in voga nello stile che Brandstorm ha reso marchio di fabbrica nei dischi dei Dark Tranquillity, in questo settore spiccano brani come “Democratic Mankind Slaughter” e “Escape From Your Fears”.
Il lavoro di drumming dinamico imprime una marcia aggiuntiva alle canzoni che con l’inserimento di blast-beats ben calibrati non si fanno mancare la componente d’assalto, cosa riscontrabile ad esempio nell’opener nonchè titletrack “No God Slave”.
Interessanti poi le più sfaccettate “Dark Passenger” e “Scarecrow” che si distaccano (seppur di poco) dal resto del platter, nulla di trascendentale ma piccoli accorgimenti come il solo inserito nella prima e il cambio d’incedere nella parte centrale della seconda le caratterizzano rispetto le altre.
“No God Slave” è un lavoro di cui gli Embryo possono ritenersi fortemente soddisfatti, supportati da una produzione pulita che identifica gli strumenti a dovere e permette un ascolto chiaro che vi invita a inserirlo nel vostro stereo.
Conseguentemente, se siete amanti dello stile fatelo vostro.

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