EMBRYONIC CELLS – Horizon

Gruppo:Embryonic Cells
Titolo:Horizon
Anno:2018
Provenienza:Francia
Etichetta:Apathia Records
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TRACKLIST

  1. Crossing
  2. Don’t Serve Your King
  3. Carved In My Skin
  4. Never Let You Fall
  5. Across The Mountains
  6. Horizon…
  7. To Horizon
  8. No Buondaries
DURATA:39:53

Abituati alla follia che solitamente ci viene proposta da Apathia Records, fa piacere notare come anche una realtà più standard come gli Embryonic Cells riesca a trovare spazio in questa etichetta senza sfigurare rispetto ai colleghi.

Il gruppo francese passò sul nostro sito grazie a The Dread Sentence, ai tempi accolto con qualche dubbio da Mourning. A sei anni di distanza, Horizon porta alla nostra attenzione una band decisamente matura, consapevole dei propri mezzi e con una buona personalità che allora sembrava mancare.

I quaranta minuti scarsi dell’album si muovono su un Black-Death Metal mai particolarmente violento, più propenso invece ad appoggiarsi su atmosfere lugubri e ritmi non troppo frenetici. Perfino i relativamente pochi momenti in blast beat vengono resi più eterei dalla presenza delle tastiere, spesso dedite ad accompagnare la chitarra, incupendo il tutto con suoni tetri; l’intermezzo di “Carved In My Skin” è uno dei migliori esempi di questa caratteristica, introducendo anche una leggera influenza elettronica, ma si arriva addirittura all’intro dal sapore Post-Rock di “To Horizon”.

La musica degli Embryonic Cells trova un altro punto di forza nella propria semplicità: l’ascolto non risulta affatto complesso, grazie all’uso di riff melodici e di facile presa, raggiungendo il picco in “Never Let You Fall”. In aggiunta, proprio questo brano mostra una lieve vena epica, quasi battagliera, che riemerge in maniera più intensa ma meno feroce nei cori evocativi di “No Boundaries”.

Pur non inventando nulla, gli Embryonic Cells sembrano aver trovato la propria strada: Horizon è un lavoro decisamente piacevole, lontano dall’essere un capolavoro ma comunque in grado di farsi apprezzare. La durata non eccessiva va a nozze con il tipo di proposta e consente all’album di non annoiare, anzi inducendo al riascolto immediato. Come ultima nota, anche il comparto grafico a cura del cantante e chitarrista Maxime Beaulieu appare ben pensato e adatto al contenuto musicale, specialmente per la scelta dei colori.

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