EMBRYONIC CELLS – The Dread Sentence

Gruppo:Embryonic Cells
Titolo:The Dread Sentence
Anno:2012
Provenienza:Francia
Etichetta:AxiiS Music
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TRACKLIST

  1. Fall Is Coming
  2. I Burn With Life
  3. By Fire
  4. I Don’t Want To Save This World
  5. Shall Be Lords Again
  6. Wheel Of Pain
  7. Order Of The Crown
  8. Soul Of Mine
  9. Scream Or Die
  10. Ruins
DURATA:46:26

Il primo impatto con The Dread Sentence, disco dei transalpini Embryonic Cells, è stato alquanto piacevole, probabilmente il fatto di non conoscerne la discografia antecedente non ha pesato sull’approccio con questa realtà che a quanto sembra è attiva sin dal 1994. In quasi vent’anni di carriera hanno prodotto solo tre dischi e questo del quale scrivo è l’ultimo in ordine di tempo rilasciato dopo due autoprodotti, Before The Storm e Black Seas, con il supporto di una label, la connazionale AxiiS Music.

La proposta è un death/thrash dai tratti sinfonici sfociante nel territorio black, nulla di particolarmente innovativo, si punta per lo più a mostrare i denti con pezzi robusti e veloci come “I Burn With Life” nel quale l’approccio energico supportato da un discreto appeal melodico la fa da padrone. Tale accoppiata si presenta in più occasioni, vedasi “I Don’t Save This World” nella quale le tastiere ricordano aree norvegesi mentre il sound in genere è più vicino alle cadenze ritmiche e armoniche svedesi con l’aggiunta di lievi sentori epici che vengono disseminati lungo il suo scorrere. L’ascolto non è trascendentale ma pezzi come “By Fire” e “Shall Be Lords Again”, quest’ultima dalla connotazione heavy spiccata, possiedono un bel po’ di riff sui quali è possibile scapocciare. “Wheel Of Pain” si potrebbe invece proclamare traccia più riuscita del lotto, la combinazione atmosferica aiutata da movenze allentate e un minimo di pathos in più finalmente permette al sound di elargire un tasso d’oscurità più massiccio e compatto.

Purtroppo dopo la metà del disco vi è però un calo netto, sarà un po’ per il ripetersi di alcune scelte in chiave di riffing, sarà che di per sé l’unione con le varianti sinfoniche non apporta poi quel giovamento probabilmente atteso e i cinque minuti e più acustici di “Order Of The Crown”, preparatori in pratica per l’entrante “Soul Of Mine”, sono poco utili, si pongono sì come spalla adatta a un cambio di suono che diviene meno scatenato e più fiero ma non poi così convincente.

Nel complesso ci si ferma a un paio di passaggi nello stereo gradevoli e nulla più. The Dread Sentence si lascia ascoltare, segna qualche punto ma pare ancora lontano dal poter destare chissà quale interesse, del resto gli Embryonic Cells pur essendo una formazione con un bagaglio d’esperienze notevole sul groppone deve ancora maturare una propria via interpretativa, sembra siano racchiusi in un limbo la cui unica via di uscita sarebbe rappresentata dalla carta della personalità, qualità che latita mostrandosi reticente a farsi notare. In attesa che arrivi, provate a far incrociare il vostro udito con quest’album e magari qualcosa di buono ne esce fuori, non si sa mai.

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