EMPATIC – Gods Of Thousand Souls

 
Gruppo: EmpatiC
Titolo: Gods Of Thousand Souls
Anno: 2010
Provenienza: Polonia
Etichetta: Wydawnictwo Muzyczne Psycho
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TRACKLIST

  1. Green Mile
  2. G.O.T.S.
  3. False Friend
  4. The Game
  5. Tomorrowland
  6. VS
  7. So What?
  8. Dreamer
  9. Fulfilled Dreams
  10. Empatic
  11. Enola Gay [cover OMD]
DURATA: 47:06
 

La Polonia è una di quelle nazioni che possiede un marchio di fabbrica riconoscibile e quindi trovandomi fra le mani il disco di una death metal band locale il pensiero mi ha ingannato: credevo di ascoltare qualcosa che ricalcasse per l'ennesima volta lo stile della terra natia e invece gli EmpatiC hanno tutto fuorché un suono polacco.

La formazione ha appena un lustro di vita, un promo nel 2007 e quest'anno debutta con "Gods Of Thousand Souls", un album che miscela death brutale, groove e melodie in una fusione immaginaria di gruppi quali Hypocrisy, Cannibal Corpse, Pantera e la scena svedese di Gothenburg. La proposta, che potrebbe sembrare detta così un calderone impastato in maniera poco accurata, è invece ben miscelata, offrendo dieci tracce robuste, grevi quel tanto che basta e che negli attimi in cui meno uno se l'aspetta trovano lo spunto melodico che non dispiace all'orecchio.

Non si tratta di un disco costante, ci sono alti e bassi, ma si mantiene comunque al di sopra di una più che larga sufficienza. Vi sono tre o quattro episodi che per la qualità del riffing, i ganci offerti dai ritornelli e le prestazioni dei singoli maggiormente ispirate fanno la differenza e posso citare come appartenenti a tale fascia quella che è in pratica la seconda parte della scaletta, che va da "VS" alla strumentale "Empatic", con l'esclusione di "Dreamer"; quest'ultima, con "G.O.T.S." e "The Game", forma quella che è la seconda linea di pezzi da tenere in considerazione. Da rivedere almeno in parte i restanti episodi, che pur mantenendosi sulla discreta forma compositiva non presentano lo stesso piglio né dal punto di vista dell'impatto nè da quello riguardante le incursioni in territori melodici, ma che comunque non mi sento neanche di catalogare come reali e inutili riempitivi.

La canzone conclusiva è la cover di "Enola Gay" degli indimenticabili OMD, gruppo british synth-pop che proprio con questa traccia, il cui nome è tratto dal bombardiere B-29 che sganciò la bomba su Hiroshima, scalò le classifiche ed è tuttora conosciutissima. Suppongo che chiunque, anche per sbaglio, una volta nella vita l'abbia ascoltata: certamente la versione degli Empatic è molto più massiccia e metallizzata, tuttavia sono riusciti a farla propria, evitando che venisse fuori la solita boiata che rimane in bilico fra gli stili, perdendo autenticità.

Singolarmente è da rilevare una gran prova del cantante Rochaczewski Maciej che va giù di growl cavernoso, nessuno scream isterico o aperture in pulito, il ragazzo macina e nei frangenti in cui la situazione ha bisogno di più potenza scende e bastona come si dovrebbe. Valido l'operato dietro il mixer: i polacchi possono vantare una produzione di livello degna di compagini maggiori, pulita, energica ed equilibrata, dà una marcia in più ai pezzi, il che aiuta molto a lanciare l'headbanging.

Gli EmpatiC sono una sorpresa gradita: c'è da lavorare e da migliorare, ma "Gods Of Thousand Souls" come apertura dei giochi è di buon auspicio; le sue caratteristiche potranno fargli avere riscontri sia dalla fascia ancorata alle sonorità classiche quanto da quella che segue con più attenzione la scena odierna, più fruibile come attitudine. Album da condividere durante una serata in cui si ha voglia di sbatacchiare la testa in compagnia o per scaternarsi soli in casa dopo una giornata che ha fatto accumulare nervosismo; in entrambi i casi la carica al suo interno sarà per voi fonte di sfogo, ascoltatelo.

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