EMPHERIS – The Return Of Derelict Gods

Gruppo:Empheris
Titolo:The Return Of Derelict Gods
Anno:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:Old Temple
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp  Soundcloud
TRACKLIST

  1. The Beginning
  2. Rot No More
  3. Testimony Of Frozen Soul
  4. Black Mirror
  5. Torn By Aeons
  6. In The Name Of Unholy Spirit
  7. Palladium In Fire
  8. The Black
  9. Eternal Flame Is Burning
  10. Necromantic
DURATA:40:11

La marcia inarrestabile delle orde polacche non accenna a rallentare. Sotto le insegne della Old Temple, che ha già avuto modo di deliziarci con i Serpent Seed e i Doomster Reich, avanza un’altra legione, sfoggiante armi di diversa fattura, ma ugualmente affilate e venefiche. Gli Empheris fanno la loro prima apparizione nel 2006, rivelandosi al mondo grazie a un paio di split (apparsi sulle nostre pagine) e un primo album l’anno successivo. The Return Of Derelict Gods sancisce il loro ritorno sulla scena dopo sette anni di assenza e si rivela fin da subito un concentrato di barbarie e distruzione.

L’ascoltatore si trova ad affrontare 40 minuti di black metal dalle forti tinte thrash, un attacco incessante portato avanti a suon di riff graffianti e ritmiche instancabili. Alla tendenza delle moderne esperienze musicali a sperimentare e a ricercare formule stilistiche sempre più articolate, gli Empheris rispondono con espedienti di efficace semplicità ed eccellente fattura.

Pezzi come “Black Mirror” dimostrano il peso fondamentale che il songwriting assume quando ci si cimenta in generi puri come il black metal e il thrash. L’essenzialità dei riff viene compensata e arricchita da incastri funzionali e colmi di adrenalina, supportata da blast beat ben regolati che non fanno rimpiangere nessun tipo di virtuosismo. La fusione tra sonorità black e thrash regala momenti di headbanging incontrollabile (“Torn By Aeons”) alternati con passaggi di epica oscurità (“Eternal Flame Is Burning”), e rende The Return Of Derelict Gods un album completo e appagante. Nella loro nobile mancanza di sperimentalismi e nella loro dedizione alla ricerca di un suono ben limato e pulito, gli Empheris riescono a tornare verso le radici di un genere che, nella sua storia recente, cerca molte volte di assorbire anime diverse o di espandere la sua verso territori ancora non contaminati.

Il vento gelido del Nord scorre ancora puro nelle note di questi brani e nella mente di questi polacchi, ed è in grado di opporsi all’altrettanto forte vento del progresso. The Return Of Derelict Gods si accontenta di sbattere in faccia all’ascoltatore, con eleganza e umiltà, tutto il marciume e il sangue accumulato nel grembo di un genere musicale che non accenna a perdere colpi. Ancora una volta la Old Temple ha centrato nel segno e ha arruolato truppe di prim’ordine tra le sue file, schierandole a difesa dei blasfemi confini dell’oscurità più inviolata.

Facebook Comments