Dopo dieci anni, tornano gli En Declin in veste rinnovata

EN DECLIN – A Possible Human Drift Scenario

Gruppo:En Declin
Titolo:A Possible Human Drift Scenario
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. It’s Time To Give It The Boot
  2. The Becoming
  3. Gea
  4. Caronte
  5. Undressed
  6. Mr. Lamb
  7. Das Eismeer
  8. The Average Man
  9. Another Day In Paradise [cover Phil Collins]
DURATA:47:55

Dieci anni tra un disco e il successivo sono un’infinità, specialmente se — come nel caso dei romani En Declin — sono costellati da una costante ricerca di musicisti adatti a condividere il proprio percorso artistico, una frustrazione che chi milita in un gruppo probabilmente avrà provato. Come si suol dire, chi fa da sé fa per tre, e proprio in tre i Nostri hanno deciso di continuare: il primo lavoro di Andrea Aschi, Marco Campioni e Maurizio Tavani come trio è A Possible Human Drift Scenario, un album che necessariamente volta pagina rispetto ai suoi predecessori.

Il nostro LordPist ha avuto l’occasione di apprezzarli dal vivo recentemente e l’ascolto su disco di queste nove tracce ne conferma le impressioni. Rispetto a quanto sentito fino al 2009, gli En Declin di A Possible Human Drift Scenario risultano forse più difficili da afferrare: le componenti più dure e concrete vengono meno a favore di strutture più dilatate, che assumono la forma di un viaggio omogeneo in cui grandissimo peso è dato ai sintetizzatori, lasciando tuttavia spazio a melodie di chitarra accattivanti come in “Das Eismeer”, per fare un esempio. L’influsso di formazioni come gli A Perfect Circle e gli Anathema più sperimentali va a sommarsi al repertorio preesistente, dando vita a una serie di composizioni dalle atmosfere malinconiche e dal carattere quasi cinematografico, tanta è l’espressività del trio: emblematica in termini di riferimenti è la bella cover di “Another Day In Paradise” di Phil Collins, che troverebbe tranquillamente posto in eMOTIVe del gruppo americano.

L’influenza del lavoro di Maynard James Keenan è particolarmente evidente a livello vocale, con il timbro e le melodie di Tavani che richiamano tantissimo il cantante californiano (“Caronte” ne è un esempio lampante). La piacevole dualità del cantato, che passa in maniera molto naturale da italiano a inglese e viceversa, aggiunge ulteriore spessore ai testi, che esplorano appunto la deriva dell’uomo analizzandone le insicurezze, le relazioni e il ruolo in una società in cui tocca impegnarsi per non cadere in uno stato di apatia e torpore.

A Possible Human Drift Scenario è quindi un graditissimo ritorno di una realtà nostrana forse poco conosciuta, visto il periodo passato lontano dai riflettori. Chi li conosceva già resterà sicuramente soddisfatto, per gli altri — compreso il sottoscritto — gli En Declin si presentano alla grande, senza alcun timore nei confronti di ben più illustri colleghi.

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