ENABLER – All Hail The Void

ENABLER – All Hail The Void

Informazioni
Gruppo: Enabler
Titolo: All Hail The Void
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Southern Lord
Contatti: facebook.com/enablermke
Autore: Mourning

Tracklist
1. F.A.T.H
2. The Heathens
3. Speechless
4. Fuck Today
5. False Profit
6. All Hail The Void
7. True Love
8. They Live, We Sleep
9. No Deliverance
10. Save Yourself
11. Trust
12. Funeral Dirge

DURATA: 34:37

Quando si parla di scena con l’additivo “core” a seguito la Southern Lord la sa davvero lunga e pubblicare gli Enabler con “All Hail The Void” non poteva che essere una scelta presa con cognizione di causa.
Non si parla di una band di giovincelli allo sbaraglio, troviamo all’interno della line-up musicisti navigati con esperienze acquisite in act quali Trap Them, Shai Hulud, Misery Signals, Earth Crisis, Today Is The Day, Fall Out Boy e che quindi conoscono il genere e sanno come destreggiarsi per comporre dei brani che abbiano l’istintività del punk, la cattiveria naturale del crust, la profondità di generi come il death e il doom e la virulenza del grindcore della prima ondata, ovviamente le componenti sono state dosate, per non dire centellinate, e sfoderate in modo da dare a ogni singolo pezzo una propria identità.
Dopo un paio di arpeggi acustici, delicati, il via vero e proprio di “F.A.T.H.” lo si ha con una bella spolverata di sound da “crosta” ma è con la successiva “The Heathens” che lo scatenamento da d-beat prende piede. Si potrebbe quindi pensare a un continuo crescendo e a bastonate in successione senza tregua, niente di più sbagliato, infatti gli Enable pestano eccome accelerando in maniera devastante in “False Profit” però piantano all’interno della tracklist una traccia melodica e divertente come “True Love” e un pezzo improntato sull’atmosfera come “They Live, We Sleep”. Non mancano poi di certo un altro paio di episodi, si vedano “Speechless”, “Save Yourself” e “Funeral Dirge” a completare un quadro che fa di “All Hail The Void” una proposta dedita all’headbanging indiavolato.
Non si registra la presenza di tregue vere e proprie, non si fanno prigionieri ma con classe i musicisti hanno messo in mostra una preparazione strumentale e una forma compositiva talmente matura da permettere loro di agire in piena libertà. La ruota degli Enabler gira e a gran velocità, ottima la prestazione al vetriolo dietro al microfono di Jeff Lohrber e altrettanto valida la produzione che il chitarrista Greg Thomas ha fornito al disco.
Gli ingredienti per un acquisto da fare senza porsi troppe domande ci sono tutti, voi che intenzione avete? Io vi consiglio vivamente di dare un ascolto a “All Hail The Void” e poi farlo vostro.

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