ENDARKER – Among The Shadows

 
Gruppo: Endarker
Titolo: Among The Shadows
Anno: 2016
Provenienza: Svezia
Etichetta: I Hate Records
Contatti:

Facebook

 
TRACKLIST

  1. Intro
  2. Among The Shadows
  3. Darkness
  4. Vivid Imagination
  5. Terrible Innocence
  6. Sings Of Hatred
  7. Darkness [versione demo]
  8. Slaughtered
  9. To Die
  10. Damned In Hell
  11. Do You Know The People?
DURATA: 41:49
 

L'etichetta svedese I Hate Records continua a scavare nel passato, riportando a galla band e progetti meno noti, ma che hanno smosso il terreno nell'allora nascente scena nazionale estrema. Stavolta è il turno degli Endarker, formazione sorta nella seconda metà degli anni Ottanta (correva il 1986) e tramontata definitivamente nel 1993 che vedeva al proprio interno un giovanissimo Devo Andersson (Marduk, Overflash, Cardinal Sin ed ex Pain e Sargatanas Reign), artista che ha curato il mastering della compilation "Among The Shadows" presso gli Endarker Studio di sua proprietà.

La raccolta in questione ripercorre in toto i passi compiuti dalla band, racchiudendo in sé da un lato i brani in versione demo registrati nel 1986 ("To Die", "Damned In Hell" e "Do You Know The People?"), nel 1987 ("Slaughtered") e nel 1992 ("Terrible Innocence", "Sings Of Hatred" e "Darkness") e dall'altro quelli lievemente più professionalmente elaborati, finiti sotto le mani di Dan Swanö e degli Hellspawn Studios (Unisound) nel 1993 ("Intro", "Among The Shadows", "Darkness" e "Vivid Imagination"). In totale quarantadue minuti di musica figlia degli anni fondamentali per la crescita e l'evoluzione del death e del black metal.

La creatura Endarker fu palesemente influenzata dai grandi nomi che gettarono le basi (Bathory, Venom, Hellhammer/Celtic Frost, Slayer e Possessed), in linea con quanto al tempo veniva pubblicato da altre realtà interessanti e altrettanto poco prolifiche quali furono Obscurity e Mefisto, tirando in ballo anche venature rockeggianti di matrice Motörhead. Capirete quindi che si tratta di una proposta decisamente diretta e priva di fronzoli, cruda e pura, che si nutriva di nero, trovando anche il modo di aggiungere qualche tratto più groove e orrifico.

In questa raccolta celebrativa ci viene mostrata una formazione che era ancora in fase di definizione e pronta a mutare il proprio aspetto e ad affinare i suoni, intraprendendo un sentiero che purtroppo non è stato più battuto, lasciandoci quindi come unica testimonianza queste undici tracce quali forma prima e ultima di una realtà che magari avrebbe potuto togliersi diverse soddisfazioni. Ci viene così data l'occasione di poter ascoltare gli Endarker e farli entrare in collezione, aggiungendo un ulteriore tassello e piccolo pezzo di storia del genere agli averi già in nostro possesso.

Facebook Comments