ENDLESS DISTRUST – Collateral Damage

 
Gruppo: Endless Distrust
Titolo:  Collateral Damage
Anno: 2011
Provenienza:  Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. War For Us
  2. Media Control
  3. Longing For Silence
  4. Power
  5. Children
  6. Abschied
  7. Eleven
  8. Mistaken Belief
  9. Wrong Solution
  10. Joe Black
  11. Day Of Emptiness
DURATA: 40:36
 

Gli Endless Distrust sono una delle tantissime realtà underground che, pur essendo nate oltre due decadi fa, hanno impiegato un bel po' a carburare per vari motivi. Dopo aver pubblicato un demo, "Blind Deaf Dumb", nel 1994 e aver replicato con l'ep "Conscience" nel 1996 si sono fermati per ben sette anni prima di rilasciare il debutto "Colours Of Death" e ne sono passati otto per far vedere luce al secondo "Collateral Damage".

Della formazione originaria è rimasto il compositore, cantante e bassista Toralf Bornhöft accompagnato in quest'avventura da Christopher Krebes alla chitarra e Lars Lorber alla batteria, la parte invece legata ai testi è ancora appartenente al passato della band dato che sono stati scritti dall'ex drummer Norbert Schirmer.

Appare evidente che i tedeschi siano coerentemente ancorati al suono anni Novanta, il groove, le melodie, l'impostazione sfociante spesso e volentieri in sezioni thrashate e un'irruenza alle volte elementare, diretta, priva di giri di parole, guidano un album che fa dell'impatto un'arma fondamentale.

Tenendo quindi conto che gli Endless Distrust usufruiscono di strutture canoniche e più volte sviscerate sarà abbastanza semplice affrontare un ascolto che ha dalla sua un paio di cartucce piacevoli, si vedano "Longing For Silence", "Abschied" — interludio nel quale gli Slayer c'han lasciato lo zampino — e il trittico di tracce conclusive del disco "Wrong Solution", "Joe Black", "Day Of Emptiness" e una produzione discreta.

Non è privo di difetti, il cantato di Toralf è sicuramente migliore nel momento in cui si attiene al growl, lo scream è poco comprensibile e interessante, magari il tentare un approccio che palesasse nel drumming dinamiche più ampie avrebbe favorito un'evoluzione diversa dei pezzi e poi chissà… forse è solo tempo di riprendere in mano la situazione e guardare avanti con una formazione che auguro loro possa crescere in un futuro prossimo puntando ad affinare, non per forza spostandosi dalle coordinate musicali presenti in "Collateral Damage", il proprio modo di comporre dando così prova definitiva di stabilità e continuità.

Sperando quindi di non dover attendere altri otto lunghi anni prima di poter ascoltare un nuovo lavoro con il nome Endless Distrust in capo, vi consiglio di dare una chanche a questi deathster teutonici tutta passione e olio di gomito.

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