ENDLESS JOURNEY – Endless Journey / Melancholy

ENDLESS JOURNEY – Endless Journey / Melancholy

Informazioni
Gruppo: Endless Journey
Anno: 2009
Etichetta: Backfire Prod/Stygian Crypt
Contatti: www.myspace.com/endlessjourneyrussia
Autore: Mourning

Tracklist
1. Endless Journey
2. Sorrow
3. Snow On Hands
4. Cold, Part 1
5. Depression
6. Cold, Part 2
7. …And Lets Snow Fall Away
8. Melancholy

DURATA: 42:31

ENDLESS JOURNEY - Endless Journey / Melancholy Vengono da San Pietroburgo gli Endless Journey, il duo composto da Dark Suicide e Dark Depression (l’inventiva non è proprio fra le qualità della band) debutta nel 2009 con un album, “Endless Journey/Melancholy”, riconducibile a un viaggio diviso in due parti.
Sono infatti due i tronconi che rappresentano a primo impatto il tragitto infinito che inizia con l’omonima opener sino a “Cold, Part 2” lasciando alle conclusive “…And Lets Snow Fall Away” e “Melancholy” il compito d’espletare la parte finale e che fa riferimento al secondo elemento denominante del platter.
Lo stile è un miscuglio eterogeneo di Black, Doom, Depressive e Post-Rock sottolineando l’aggettivo “eterogeneo” in quanto nelle otto tracce purtroppo, pur non mancando le idee, si nota come certe fasi risultino scollegate e prive di mordente più per un’assenza di consecuzione temporale ad incastro poco indovinata che per la mancanza di spunti “felici”.
Il concept che attraversa i vari stadi del dolore, le discrete atmosfere, le acustiche che provano a inserirsi per “vivacizzare” il discorso e una struttura volutamente elementare sono sicuramente fattori favorevoli al corso del disco, è il complesso che risente di una produzione sin troppo raw che non permette alle canzoni di acquisire quell’alone completamente melancolico e grondante tristezza che meriterebbero, inoltre il basso non è sempre allineato (e mi chiedo come non se ne siano accorti) cosa poco gradevole all’ascolto.
La scelta ruvida del cantato fornisce un minimo di cattiveria espressiva seppur la pronuncia inglese non sia proprio il massimo, è anche vero che se penso al nostro Fabio Lione quando si esprime in d’anglosassone mi vengono i brividi alla schiena e non di apprezzamento.
Il trittico di pezzi posizionato a metà dell’album sembra uscito da una classifica inglese anni Ottanta, le “Cold Part 1 e 2” e “Depression” fra elementi english rock e una strana presenza che parrebbe evocare il synth pop sono comunque calzanti e se elaborate meglio probabilmente sarebbero potute diventare una delle componenti fondamentali per sollevare le sorti di “Endless Journey/Melancholy”.
Non è ancora tempo di vacche grasse per gli Endless Journey, c’è la volontà, ci sono i tentativi di evidenziare una propria personalità ma di fondo l’assenza di un risultato concreto fa pendere per un rinvio a giudizio.
In attesa quindi di ascoltare un futuro lavoro che gli auguro sia più centrato e maturo, gli sfegatati delle commistioni dei generi sopra indicati potrebbero comunque dare una chance a questo debutto, per i restanti non credo sia necessario.

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