ENDSTILLE – Infektion 1813

 
Gruppo: Endstille
Titolo: Infektion 1813
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Season Of Mist
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Anomie
  2. Trenchgoat
  3. Bloody H (The Hurt-Gene)
  4. The Deepest Place On Earth
  5. When Kathaaria Falls
  6. Satanarchie
  7. World Aflame
  8. Wrecked
  9. Endstille (Völkerschlächter)
DURATA: 46:07
 

"Infektion 1813", nuovo album degli inossidabili Endstille, è il disco delle prime volte: prima volta senza riferimenti diretti alle due guerre mondiali, ma soprattutto prima volta senza Iblis dietro il microfono. Il 1813 è l'anno in cui Simon Bolivar prende il potere in Venezuela e in particolare quello della sconfitta di Napoleone Bonaparte nella battaglia di Lipsia. Il nuovo cantante invece è Zingultus, già membro dei Nagelfar, gruppo che a mio parere non è mai riuscito a esprimere appieno il proprio potenziale, e dei Graupel, formazione con la quale i nostri hanno condiviso lo split "Lauschangriff…" che fra l'altro possedeva pure brani di discreto interesse.

Queste intriganti premesse e la speranza in un riscatto dopo lo scialbo "Verfuhrer" mi avevano fatto salire la voglia di ascoltare il disco, con la speranza in un colpo di reni deciso e nonostante la tristezza per la perdita di un cantante dal timbro così caratteristico come Iblis. "Satanarchie", brano offerto in pasto ai fan in anteprima, e l'apertura "Anomie" (in italiano «anomia»: assenza o mancanza di norme; concetto elaborato a fine '800 dal sociologo Emile Durkheim) sono il biglietto da visita migliore che un ascoltatore possa chiedere. Solita violenza compressa, indissolubile e dritta all'obiettivo con l'aggiunta di variazioni ritmiche e di qualche leggera melodia. Proseguendo con le tracce però, così come già avvenuto con la seconda parte del precedente "Verfuhrer", non sempre gli Endstille riescono a piazzare quel piccolo e leggero dettaglio che faccia la differenza. Non raggiungono lo scopo infatti, pur non essendo brutti pezzi, né il coro di "The Deepest Place On Earth" che ripete il ritornello del brano né "Bloody H (The Hurt-Gene)", la marziale e pesante — quasi death — "Wrecked" o "When Kathaaria Falls" (dotata di un incipit particolarmente melodico). Restano piacevoli ma nulla più "Trenchgoat" e "World Aflame".

Se la musica proposta dai tedeschi è quindi facilmente pronosticabile alla vigilia di ogni uscita, altrettanto non si può dire del pezzo di chiusura. "Endstille (Völkerschlächter)" sorprende sciorinando negli oltre dieci minuti di durata, su di una base strumentale dalla sfumatura malinconica, un fitto elenco di dittatori, leader politici e crudeli tiranni che vanno da Stalin a Pinochet, da Ceaucescu a Lukashenko, passando per Fidel Castro, Giulio Cesare, Kim Jong-Il e Mubarak. Positiva infine la prestazione di Zingultus che non sarà in possesso di un timbro abrasivo come l'illustre collega ma compensa con una interpretazione più varia e sul pezzo.

Alla luce di quanto detto, "Infektion 1813" resta un passo avanti a "Verfuhrer" per come riesce a essere maggiormente costante sulla lunga distanza; pensando però che abbiamo a che fare con un gruppo davvero esperto, mi sarei aspettato un ritorno "divertente" come fu "Endstilles Reich", senza volere per forza un "Frühlingserwachen" parte seconda. Per onestà bisogna tuttavia riconoscere che questo album mostra una cura nella realizzazione e negli arrangiamenti che Cruor e soci avevano sempre tralasciato in passato e quindi in un certo modo una maturazione. Personalmente non finirà lo stesso fra le mie priorità di acquisto, le quali di recente hanno visto scalare notevoli posizioni ai Negator, band che si muove su coordinate simili agli Endstille e che da poco tempo condivide il cantante coi Dark Funeral.

Facebook Comments