ENDZEIT – Years Of Hunger

 
Gruppo: Endzeit
Titolo:  Years Of Hunger
Anno: 2014
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Inception
  2. Hunger
  3. Godless
  4. Life?
  5. The Dawn No More Rises [cover Dark Funeral]
DURATA: 22:19
 

Per la seconda settimana consecutiva vi parlo di un esordio in formato "mini": questa volta è il turno degli Endzeit. La band finnica è nata nel corso del 2012 come progetto solista di Polaris (chitarra), oggi affiancato da Schwarz (chitarra e voce), Pyry (basso) e Samuli (batteria). "Years Of Hunger" rappresenta l'ep con cui si presentano al mondo.

Il loro black metal attinge a piene mani dalla vicina Svezia, concedendosi melodie taglienti sullo stile di Dark Funeral e Setherial in tremolo picking, blast beat prorompenti e sferzate crude sullo stile dei Marduk. Lo screaming dal canto suo è deciso, incisivo, chiaro e potente, con qualche passaggio più ringhiato. Tutto ciò è convincente per gli amanti del filone che non pretendono novità, mentre lo sono meno invece i rallentamenti sparsi qua e là, che sembrano semplicemente "accompagnare" l'ascoltare attraverso qualche minuto di respiro, senza incidere né trasmettere sensazioni intense; insomma l'ispirazione cala sensibilmente in quei frangenti. Tutti questi aspetti sono riscontrabili già in "Hunger", primo vero e proprio pezzo dopo l'introduzione "Inception", mentre "Life?" è la canzone col maggior tasso di personalità. Qui il quartetto dona al proprio black metal un'atmosfera simil-epica grazie all'utilizzo di cori con voce pulita e di un riffing più "glorioso", per poi variare le ritmiche fra assalti classici e rallentamenti che richiamano i brani meno furiosi di "Angelus Exuro Pro Eternus" (ancora opera di Lord Ahriman e soci per chi non lo sapesse).

La cover di "The Dawn No More Rises" posta in chiusura non fa altro che confermare quanto i Dark Funeral siano presenti come influenza cardine nel suono degli Endzeit e ci ricorda anche dei bei tempi in cui la band rinunciava ai suoni pompati per offrirci in cambio la vera furia svedese. Da un lato per il quartetto di Lahti è impossibile toccare quei picchi da brividi, dall'altro però fortunatamente opta per una produzione definita e potente ma assolutamente non plastificata (almeno a giudicare dagli mp3 che ho ascoltato).

Prima della chiusura, è utile spendere due parole sull'aspetto concettuale col quale gli Endzeit si propongono. I ragazzi si rifanno a un immaginario post apocalittico e decadente, originato dal fallimento del moderno capitalismo, come testimoniato dalla bancarotta della città di Detroit (raffigurata nel libretto); non per nulla il loro look è più "casual" ed esula dal classico corpsepaint black metal… Sfortunatamente senza i testi sotto mano non posso far altro che fidarmi delle loro parole.

Tirando le somme, "Years Of Hunger" altro non è che un'opera estremamente derivativa e dedicata esclusivamente agli amanti dei gruppi menzionati, per quanto professionale e di facile ascolto. La preparazione di base è più che solida, perciò il prossimo passo per gli Endzeit prevede di tirare fuori la propria personalità.

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