Enisum - Enisum's Roots

ENISUM – Enisum’s Roots

Gruppo:Enisum
Titolo:Enisum’s Roots
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Avantgarde Music
Contatti:Sito web  Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Enisum I
  2. Enisum II
  3. Kostnice I
  4. Kostnice IV
  5. Desolate Waters
  6. Souls In The Fog
  7. Mountain’s Breath
  8. Wolves Enchant
  9. Black Autumn
  10. Desolation IV
  11. Desolation V
  12. Desolation VI
  13. Desolation VII
  14. Desolation VIII
  15. Desolation IX
DURATA:01:17:42

Il mio primo contatto con gli Enisum è avvenuto grazie al secondo album Arpitanian Lands, per poi proseguire con i due successivi (Seasons Of Desolation e Moth’s Illusion) e in seguito tornare indietro a Samoht Nara, primo disco rilasciato in formato fisico nel 2014, anno in cui quella che fino ad allora era una one man band composta dal solo Lys diventa un vero e proprio gruppo, grazie all’entrata di Ephelin (voce femminile) e Leynir (bassista) e in seguito di Dead Soul (batterista).

L’irreperibilità dei cinque primi lavori degli Enisum, cinque demo rilasciati in solo formato digitale sulla pagina Bandcamp della band e in seguito rimossi (anche se ho letto qualcosa a proposito di ben 50 copie fisiche del primo disco), mi rendeva in qualche modo insoddisfatto di non poter completare l’ascolto della loro intera discografia senza sapere cosa avessero prodotto prima del 2014. Per fortuna, dopo appena un anno dall’ultimo Moth’s Illusion, il viaggio a ritroso può finalmente riprendere grazie all’uscita di Enisum’s Roots: una raccolta di brani provenienti dai primi cinque lavori autoprodotti dall’allora one man band tra il 2006 e il 2014, che ci fa scoprire dunque le più remote e profonde radici di questo progetto.

A sei anni da Samoth Nara, gli arpitani decidono di regalarci ben un’ora e un quarto di black metal grezzo ma allo stesso tempo dal sapore melodico che ha sempre contraddistinto la band, inframezzato da brani più ambient interamente suonati al synth e al pianoforte. Come ampie radure essi interrompono puntualmente la fitta foresta evocata dai blast beat, dai riff taglienti alternati ad arpeggi ricchi di riverberi e dallo screaming indemoniato di Lys, per concederci qualche minuto di calma nel bel pieno di una folle corsa tra le conifere innevate delle Alpi Graie.

A differenza di ciò che possiamo ascoltare nei dischi successivi, il materiale che compone questa compilation può essere diviso in due tipi di brani: da una parte il black duro e puro di pezzi come “Kostnice IV” e dall’altra pezzi ambient costruiti su tappeti di synth e piano come “Souls In The Fog”, senza un vero continuum tra le due anime, fatta eccezione per canzoni quali “Black Autumn”, che è probabilmente ciò che più si avvicina a ciò che gli Enisum sarebbero diventati in seguito. Il black metal di Enisum’s Roots è meno cascadico e più norvegese rispetto ai lavori successivi, più grezzo e meno melodico: i riff sono spesso in tremolo picking e gli arrangiamenti molto meno elaborati rispetto a quanto il gruppo sarà capace di fare in futuro, soprattutto se consideriamo che la voce di Ephelin è assente e gli inserti acustici sono rari.

La qualità delle registrazioni e il mastering variano molto tra un pezzo e l’altro (cosa che ci si aspetta da una raccolta del genere), rimanendo comunque accettabili per un’autoproduzione ed essendo capaci di farci immergere nelle atmosfere della regione alla quale gli Enisum sono indissolubilmente ancorati e della quale ci narrano leggende e tradizioni.

Una nota di merito va infine alla copertina, ancora una volta dal tema silvano, rappresentante le pendici di un monte avvolte dalla nebbia dalle quali si erige una foresta di conifere, la cui forma richiama il logo del gruppo, realistica al punto da sembrare una fotografia alla prima occhiata, ma in realtà opera dell’illustratrice Alessia Brusco.

Enisum’s Roots è una sorta di compendio, di summa delle solide basi nelle quali gli Enisum hanno fatto crescere le proprie radici per poi sviluppare il loro stile unico e inconfondibile, che li rende una delle realtà più interessanti e valide all’interno del panorama estremo italiano.

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