ENISUM – Samoht Nara

 
Gruppo: Enisum
Titolo: Samoht Nara
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Dusktone
Contatti:

Facebook  Youtube

 
TRACKLIST

  1. Civrari
  2. Samoht Nara
  3. L'Arvoiri Du Cüdlit
  4. Rüvat Rùciaj
  5. Still Life
  6. Battle Of The Trees
  7. Lo Coòrs
DURATA: 46:17
 

Non so cosa si possa scrivere sul black metal cascadico che non sia già stato scritto, riscritto e scritto un'altra volta: la natura, le chitarre, le grida, i muri di suono e gli arpeggi, gli echi neofolk, il debito mai del tutto ripagato nei confronti degli Agalloch degli esordi. Di sicuro Enisum non ha dimenticato nulla di tutto ciò, anzi ha lavorato per bene con tutte le diverse sfaccettature del genere ed è riuscito nella affatto facile impresa di creare un disco tanto derivativo quanto genuino. La storia di questo progetto risale addirittura al 2006, quando Lys scelse di dare i natali alla propria one man band, invertendo il nome del monte Musinè, piccola cima (1150 m s.l.m.) delle Alpi Graie carica di storia e di storie, un antichissimo vulcano spento che offre da reperti preistorici a presunti avvistamenti di UFO. Dopo diversi album black metal e ambient rigorosamente autoprodotti, o comunque a riguardo dei quali è molto difficile trovare informazioni precise, Dusktone ci informa dell'arrivo di "Samoht Nara".

Per Lys si tratta probabilmente dell'album della svolta: rispetto ai lavori passati, di cui si trova qualche stralcio su Youtube, in "Samoht Nara" si aggiungono il basso di Leynir e la voce femminile di Epheliin, compagna dello stesso Lys (almeno questo è dato supporre, poiché una delle dediche del disco è proprio «al figlio di Lys ed Epehliin, Thomas Aran»), ma non solo: la varietà nelle strutture e nelle soluzioni, con pesanti sterzate acustiche ("L'Arvoiri Du Cüdlit", "La Coòrs") e — appunto — i contrasti vocali danno al disco una dimensione molto più profonda e completa rispetto al solito black atmosferico sempre uguale a se stesso tipico di tanti progetti derivativi. Ciò non significa affatto che "Samoht Nara" sia in qualche modo originale, anzi si tratta in tutto e per tutto di un disco di canonico black del nord-ovest, solo che il nord-ovest stavolta è quello dello Stivale e il disco è di un canonico fatto bene, cui non si può muovere una critica che sia una.

Il quid pluris che giustifica il tutto, infine, è la lingua scelta per il cantato: per quanto i testi non siano resi pubblici, buona parte dei titoli è in dialetto arpitano ed è lecito pensare che lo stesso idioma sia stato scelto per i versi. Natura e tradizione, leggende e cultura, tutto questo e ancor di più è il nuovo disco di — o meglio ormai degli — Enisum.

Facebook Comments