ENISUM – Seasons Of Desolation

Gruppo:Enisum
Titolo:Seasons Of Desolation
Anno:2017
Provenienza:Italia
Etichetta:Avantgarde Music
Contatti:Sito web  Facebook   Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Autumn Of Melancholy
  2. Road To My Home
  3. Seasons…
  4. …Of Desolation
  5. Snow Storm
  6. Balance Of Insanity
  7. Nameless Sadness
  8. Obscure Depths
  9. Dead Star
  10. Lake Of Tears
DURATA:60:37

Due anni fa ci perdemmo Arpitanian Lands (un disco splendido, tra parentesi), ma torniamo a parlare degli Enisum in occasione di questo nuovo Seasons Of Desolation. Dopo due lavori di enorme crescita sotto Dusktone, la formazione piemontese, che ormai da tempo non è più il progetto solista del mastermind Lys, per questo nuovo album sceglie di avvalersi di Avantgarde Music, il che ce lo fa arrivare nel tipico formato A5 che contraddistingue numerose uscite dell’etichetta milanese.

Posto che non ho mai avuto modo di ascoltare i primi dischi composti dal solo Lys e risalenti al 2006, mi sembra più corretto che l’analisi di Seasons Of Desolation venga fatta alla luce dei suoi parenti più stretti, ovvero i due lavori usciti per Dusktone di cui sopra, Samoht Nara (2014) e Arpitanian Lands (2015), appunto. La nuova opera è in direttissima continuità con quanto pubblicato dagli Enisum in tempi recenti, il che significa che siamo nuovamente davanti a un insieme di brani di discreta lunghezza e matrice fortemente atmosferica e cascadica. Anche questa volta le capacità di scrittura di Lys evidenziano un’innata sensibilità per melodie e soluzioni ariose e di grande respiro, ormai vero e proprio marchio di fabbrica del sound della band.

Rispetto ai due album precedenti, tuttavia, in Seasons Of Desolation i Nostri hanno scelto di orientarsi un po’ più verso nord, asciugando sensibilmente i suoni e allontanandosi leggermente dal solo nord-ovest americano, per incorporare nel proprio operato umori tipicamente norvegesi. Questo non determina uno stravolgimento, anzi, fin dalle prime note di “Autumn Of Melancholy” i Piemontesi mettono subito in chiaro che ci stiamo affacciando su un disco atmosferico, tuttavia nell’economia generale le chitarre sono decisamente più affilate e la batteria più asciutta. Ancora, l’utilizzo del growl da parte di Lys è più marcato che in passato, dando un’ulteriore varietà all’interpretazione vocale, cui continua ad aggiungersi qua e là il timbro etereo, di ispirazione darkwave, della sua compagna Epheliin. Come in Arpitanian Lands, inoltre, i testi sono completamente in inglese, oltre che estremamente sintetici (soprattutto in rapporto al minutaggio dei brani).

Tolti questi aggiustamenti importanti, ma certo non rivoluzionari, gli Enisum sono rimasti gli Enisum: un’ottima band, sempre più affermata grazie all’intensissima attività live delle ultime stagioni, in grado di comporre materiale a ritmi sostenuti senza scendere a compromessi sulla sua qualità. Avercene.

Facebook Comments