ENRAGEMENT – Omnimalevolence Of Man

ENRAGEMENT – Omnimalevolence Of Man

 
Gruppo: Enragement
Titolo: Omnimalevolence Of Man
Anno: 2014
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Youtube
 
TRACKLIST

  1. Suicide Masochism
  2. Ritual Of Conjuration
  3. Paradise For Psychopaths
  4. Human Harvest
  5. Rotting In The Pit
  6. Black Widow
  7. Belligerent Supremacy
  8. Cadaver Garden
  9. Feed On Their Pain
DURATA: 43:30
 

Gli Enragement sono un nome nuovo che si va a inserire nella scena death metal brutale. Pur essendo nata nel 2006, la formazione finnica non aveva sinora partorito nulla e di botto tira fuori il debutto "Omnivalence Of Man", un album che per influenze e stile si rifà al filone classico anni Novanta di Suffocation e Dying Fetus, innestando però qualche variante più moderna. Ci sono punti in comune con i Katalepsy, ma non si sfocia nello slam: in pratica è palese che le mazzate e la violenza in genere siano il motivo conduttore che alimenta quest'uscita.

Data la premessa, sarebbe quasi ovvio attendersi un attacco frontale di portata considerevole ed è innegabile che la forza bruta espressa sia un'arma ben affilata, tuttavia l'acredine rilasciata attraverso i brani non viene riversata esclusivamente nei frangenti in cui il ritmo si esaspera arrivando a forzare il blastato, ma anche esibendo un'andatura lenta, minacciosa e soffocante, come nel caso di "Human Harvest", per il sottoscritto uno dei pezzi migliori in scaletta.

Come detto però gli Enragement tirano eccome le mattonate e il trittico di episodi posto a metà album, composto da "Rotting In The Pit", "Black Widow" e "Belligerent Supremacy", è in grado di soddisfare l'orecchio, sia infilando una serie di padellate in faccia mica da ridere che dando vita a quel rallentamento o a quell'attimo inaspettatamente più melodico per spezzare e rendere più vario l'incedere belluino generale. Del resto con l'entrata in scena prima di "Cadaver Garden" e poi di "Feed On Their Pain" (perfetta per l'headbanging) i ritmi torneranno a farsi più sostenuti e massicci.

"Omnimalevolence Of Man" è un esordio compatto e convincente, una prestazione che rifacendosi all'ABC del perfetto brutallaro ci permette di entrare in contatto con quasi tre quarti d'ora di gradevole inumanità musicale, nei quali non sono presenti scivoloni né veri e propri passaggi a vuoto. Non l'ho chiamato in causa in precedenza, ma il trittico iniziale formato da "Suicide Masochism", "Ritual Of Conjuration" e "Paradise Of Psychopaths" non sfigura al cospetto delle altre compagne d'avventura nominate.

Gli Enragement avrebbero potuto valorizzare ulteriormente l'opera, fornendole una produzione più corposa, d'altro canto — e non lo nego — avere nello stereo un lavoro pubblicato nel 2014 che per una volta non suona come fosse uscito da una schifosissima catena di montaggio per manufatti in plastica (problema riscontrabile almeno nel 60%-70% delle nuove uscite estreme, specialmente e stranamente quelle che si vantano di guardare con ammirazione alla vecchia scuola) è stato alquanto piacevole. A mio modo di vedere l'umana imperfezione batte sempre e comunque una divina e finta perfezione.

Se come il sottoscritto amate questo tipo di dischi ideali per darsi una bella mossa, non avrete che da premere il tasto play e ricevere le amorevoli bastonate incluse in "Omnimalevolence Of Man".

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