ENSHINE – Origin

 
Gruppo: Enshine
Titolo: Origin
Anno: 2013
Provenienza: Svezia
Etichetta: Rain Without End Records
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TRACKLIST

  1. Stream Of Light
  2. Refraction
  3. Cinders
  4. Astrarium
  5. Ambivalence
  6. Nightwave
  7. Immersed
  8. Above Us
  9. Constellation
DURATA: 42:49
 

Gli Enshine nascono nel 2009 come progetto solista melodic doom-death metal del chitarrista svedese Jari Lindholm (Seas Of Years ed ex di Slumber e Atoma), per poi diventare un duo per l'uscita del debutto intitolato "Origin", con l'entrata in scena del cantante francese Sebastien Pierre (Cold Insight, Fractal Gates, ex di Inborn Suffering e Lethian Dreams), avvalendosi inoltre del supporto di altri tre elementi quali Siavosh Bigonah e Oscar Borgenstahm (entrambi membri degli Atoma e quindi già ben noti a Jari), rispettivamente nei ruoli di bassista e batterista, e della cantante svizzera Sandy Mahrer ai cori.

Musicalmente questa realtà scandinava, tenendo conto dei soli quattro anni d'esistenza, dimostra di essere in possesso di forma e sostanza mature, muovendosi senza troppe difficoltà in un ambito atmosferico i cui nomi di riferimento sono Katatonia, October's Tide, Daylight Dies e in parte anche gli In Mourning. Lo sviluppo delle tracce è incentrato su un approccio particolarmente vellutato, ma che volutamente si distacca dalle forzature malinconiche ed eccessivamente dolciastre rilevabili nel dilagante utilizzo della voce femminile e nell'abuso di componenti sonore extra-metal (penso all'ingresso degli archi sempre più in voga), che stanno rendendo piacevole quanto scontato all'inverosimile questo filone. Nel loro caso sono infatti le tastiere a tessere trame portanti, nelle quali l'influenza e la funzionalità del riffing e della solistica (ascoltate quelli di "Nightwave" e "Above Us") proposte da Jari divengono fondamentali per fornire quell'atmosfera sognante e in parte meditabonda che si estende a macchia d'olio, grazie a una prestazione complessiva che perlopiù accantona l'animo greve del genere, preferendo una sorta di carezza emotiva lievemente appesantita per comunicare all'ascoltatore il proprio umore.

"Origin" è ben fatto, gli episodi arricchiti dalla presenza del cantato di Sebastien ("Stream Of Light", "Refraction", "Cinders", "Ambivalence", "Nightwave" e "Above Us") sono seducenti quanto basta per mettere a proprio agio un abituale fruitore di questo panorama musicale, mentre i tre strumentali ("Astrarium", "Immersed" e "Constellation") risultano amalgamati con il resto della scaletta in maniera tale da non interrompere il flusso di sensazioni emanate, che col trascorrere dei minuti fa segnalare un sottile ma importante ispessimento.

Se proprio volessimo trovare un paio di difetti, potrei affermare che l'album è in possesso di un paio di situazioni alquanto conosciute come impostazione. La produzione a cura di Thomas "Plec" Johansson (svoltasi presso i Panic Room Studio) invece avrebbe dovuto garantire alla sezione ritmica una presenza più massiccia, limando in parte quella prepotente delle tastiere; quest'ultima del resto in sparuti frangenti finisce per dar un leggero fastidio alle chitarre.

Il disco gira nello stereo, facendosi apprezzare a più riprese ed essendo inoltre ancora una prima prova, una fase di rodaggio portata a compimento con la dovuta efficacia, non è male davvero. Gli Enshine sono fra le band da inserire nella lista delle promesse in attesa di conferma, le premesse offerte da "Origin" sono valide e gradevolissime, vi consiglio quindi di prestarvi attenzione. Sono però altrettanto sicuro che possano fare ancora meglio e mi auguro che in un futuro prossimo ne possa ricevere riscontro. Formazione da tenere d'occhio.

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