ENSHINE – Singularity

 
Gruppo: Enshine
Titolo: Singularity
Anno: 2015
Provenienza: Svezia
Etichetta: Rain Without End Records
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TRACKLIST

  1. Dual Existence
  2. Adrift
  3. Resurgence
  4. In Our Mind
  5. Astrarium Pt. II
  6. Echoes
  7. Dreamtide
  8. The Final Trance
  9. Apex
DURATA: 53:30
 

Gli Enshine, progetto di Jari Lindholm, sono stati una delle belle sorprese regalateci nel 2013 dal panorama musicale doom-death metal melodico. Vi confesso di avere praticamente consumato il debutto "Origin", perciò attendevo con interesse di avere fra le mani il successore, sperando fosse un ulteriore passo in avanti verso la creazione con la «c» maiuscola. Il secondo disco è arrivato, si intitola "Singularity" e presenta qualche miglioria e diversificazione al suono, ma quel difficile obbiettivo non è stato centrato.

Lo Svedese è ancora una volta il perno su cui ruota la composizione, mentre Sebastien Pierre lo supporta con classe e gusto in fase di scrittura, contribuendo attivamente anche attraverso i testi, mettendo la propria voce al servizio delle tracce e rifinendole con il solito ottimo intarsio di tastiera; la batteria stavolta è stata affidata invece a Fredrik Widigs (Marduk ed ex di Demonical, Overtorture e Angrepp). Tutto sembra praticamente perfetto, anche la produzione — curata a due mani dallo stesso Lindholm e da Thomas "Plec" Johansson (già dietro al mixer in "Origin") — meno brillante tuttavia capace di infondere ai brani quell'alone di malinconia più grigio pareva far pensare che ogni ingranaggio filasse a dovere e invece…

Purtroppo l'album manca di un paio di tracce regine e del cambio di ritmo che gli avrebbero permesso di acquisire il titolo di capolavoro. Intendiamoci: in "Singularity" non c'è una singola nota che si possa considerare fuori posto e in altrettanto modo non c'è un pezzo che si possa lontanamente ritenere insufficiente. Al contrario la band dimostra di saper sfruttare la propria accessibilità nella più immediata "In Our Mind", di essere in grado di valorizzare il potenziale atmosferico in "Dreamtide", di aver ben chiaro il come e quando lasciare spazio agli episodi strumentali ("Astrarium Pt. II" a metà scaletta, "Apex" nel finale), dando però il meglio di sé quando non si discosta dallo stupendo modo di imporsi e di emozionare caratteristico del primo capitolo discografico, come avviene in "Dual Existence" e "Adrift". Di conseguenza, per quanto infinitamente piacevole sia ascoltare e riascoltare tali note, quest'ultimo punto conferma l'assenza di quel quid che permetterebbe agli Enshine di entrare a far parte del circolo delle divinità del genere.

Tirando le somme, siamo di fronte a un'uscita da acquistare senza dubbio e che andrebbe inserita fra le migliori dieci del 2015 per quanto riguarda il proprio settore. D'altro canto ciò non dovrebbe accontentarci, poiché da un progetto simile, indiscutibilmente ricco di talento e bravura, si dovrebbe pretendere di più, del resto la vetta non pare così lontana dall'essere conquistata.

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