ENTHRALLMENT – The Voice Of Human Perversity

 
Gruppo: Enthrallment
Titolo:  The Voice Of Human Perversity
Anno: 2014
Provenienza: Bulgaria
Etichetta: Rebirth The Metal Productions / Grindhead Records
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TRACKLIST

  1. Screams Etched Within The Crags
  2. Rats Before The Worms
  3. Mummified Ante Mortem
  4. Rove In Hell
  5. Stench Of Burnt Down Sanctuary
  6. Madness Coloured In Light
  7. Tones Of Gladness
  8. Tool Of Suicide
DURATA: 33:40
 

I bulgari Enthrallment sono da anni una certezza per chiunque vada alla ricerca di brutalità. La formazione che ha per asse portante il duo composto da Ivo Ivanov (batteria) e Plamen Bakardzhiev (voce) si muove nella scena death-grind ormai dal lontano 1998 ed era già stata ospite su Aristocrazia prima con un'intervista nel 2009  e poi nel 2012 con la recensione del terzo disco "People From The Lands Of Vit". In questo 2014 torna a far parlare della propria musica grazie all'uscita del quarto lavoro in studio intitolato "The Voice Of Human Perversity".

La band è piacevolmente fossilizzata negli anni Novanta, la cattiveria, il modo in cui i brani sono composti e la schietta voglia di pestare come dannati sono figli del periodo storico in cui la sezione più estrema del death sporcato di grind non veniva supportata né dall'utilizzo di ultratecnicismi né da produzioni laccate. Questi ragazzi dell'est europeo picchiano e triturano a più riprese ("Rats Before The Worms", "Rove In Hell" e "Tool Of Suicide"), garantendo per tutta la durata del disco una prestazione solida e d'impatto nella quale spiccano sia le doti dinamiche di un Ivo scatenato dietro le pelli che la conferma delle qualità vocali di Plamen, dotato di un growl gutturale e cavernoso che da sempre ben si sposa con le basi fornitegli.

Gli Enthrallment si sono pienamente calati all'interno di questo mondo putrido e marcio in cui sguazzano con disinvoltura e anche gli inserimenti di melodia proposti nel riffato e nelle esecuzioni solistiche della coppia d'asce formata da Vasil Furnigov e Andrey Gegov ("Stench Of Burnt Down Sanctuary" e "Tones Of Gladness") risultano essere funzionali all'esposizione in stile vecchia scuola a loro tanto cara, evidenziando ulteriormente la buona preparazione, sia dal punto di vista tecnico-compositivo che attitudinale, in dotazione al gruppo.

Il mestiere dei tritacarne calza a pennello agli Enthrallment ed è inutile girarci attorno: i cinque musicisti sono entrati da tempo a far parte di quel giro di realtà che non hanno bisogno né di reinventarsi né di pensare a chissà quale nuova idea per attirare a sé gli ascoltatori; per loro è sufficiente dare in pasto all'orecchio dischi composti con cognizione di causa e che suonano come certe "piastrellate" in pieno viso dovrebbero suonare, né più né meno. Se ancora una volta siete alla ricerca di una botta d'adrenalina o di un concentrato di violenza pura e semplice, non dimenticatevi di questi Enthrallment.

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