ENTHRONED – Sovereigns

 
Gruppo: Enthroned
Titolo: Sovereigns
Anno: 2014
Provenienza: Belgio
Etichetta: Agonia Records
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TRACKLIST

  1. Anteloquium
  2. Sine Qua Non
  3. Of Feathers And Flames
  4. Lamp Of Invisible Lights
  5. Of Shrines And Sovereigns
  6. The Edge Of Agony
  7. Divine Coagulation
  8. Baal Al-Maut
  9. Nerxiarxin Mahathallah
DURATA: 40:27
 

Gli Enthroned sono ormai una band storica in giro dal lontano 1993, anche se della vera formazione belga non vi è ormai più nessuno dal 2006, anno che vide la dipartita dal ruolo di cantante dell'allora leader Lord Sabathan. Da quel momento le redini della situazione, anche per quanto concerne il ruolo dietro al microfono, sono state integralmente riposte nelle mani di Nornagest e — devo essere sincero — non sono stato particolarmente interessato a seguirne i movimenti, né tantomeno ciò che ho ascoltato degli ultimi tre album mi aveva spinto ad approfondirli. A dirla proprio tutta, non mi sono posto domande su cosa oggi fossero in grado di offrire né riponevo chissà quali aspettative in questo loro decimo tassello discografico intitolato "Sovereigns". Con molta probabilità sarà stato per questo motivo che l'ascolto non mi ha veramente deluso.

Il lavoro in questione non è che scopra l'acqua calda, è un buon disco di black metal che per la mia — e spero anche la vostra — fortuna non si limita al puro, semplice e scontato assalto all'arma bianca. È infatti possibile incrociare sia pezzi arrembanti e pronti a spiattellare violenza in maniera decisa come "Of Shrines And Sovereigns" e i capitoli conclusivi "Baal Al-Maut" e "Nerxian Mahathallh", le due composizioni di natura maggiormente ortodossa racchiuse nel lotto, sia tracce dall'esposizione leggermente più varia e nelle quali si denota l'intromissione di un'aura epica che viene sprigionata con risultati tutt'altro che disprezzabili. Ciò avviene nei momenti in cui la macchina da guerra rallenta, concedendosi a fraseggi melodici accentuati, e le atmosfere si fanno più dilatate e apocalittiche, come ci dimostra l'episodio posto in apertura "Sine Qua Non", caratterizzato da un vistoso incedere mid-tempo nella fase conclusiva, in parte nella già citata "Of Shrines And Sovereigns", trovando piena realizzazione in una canzone dal passo lento e sinistro come "Lamp Of Invisible Lights".

"Sovereigns" ha sicuramente i suoi lati positivi, non nego infatti di aver apprezzato il modo in cui Nornagest inserisce la voce in versione più pulita, poggiandola nei settori melodici per rafforzarli e in altrettanto modo ho trovato piacevole sia l'uso delle corali che la solistica sfoggiata sul finire di "Divine Coagulation" a mo' di rifinitura. È altrettanto vero però che proprio l'approccio vocale non mi ha convinto del tutto nei frangenti in cui la musica assume connotati venefici e avrebbe avuto bisogno di una dose aggiuntiva di profondità, così come con l'aumentare dei giri nel lettore ha portato a galla quella sensazione di ripetitivo che certi schemi, seppur ben rodati, ma troppo simili tra loro, si trascina con sé, ricordandomi il perché gli Enthroned non siano mai riusciti a fare un vero e proprio salto di qualità.

La compagine belga è comunque maturata ulteriormente, si è forse resa conto che c'era bisogno di cambiare qualcosa, nel bene quanto nel male, e ci ha provato, per questo ritengo che "Sovereigns", pur non ottenendo un risultato eccelso, abbia comunque dato una scossa a una situazione che stava appiattendosi di disco in disco. Auguriamoci pertanto che in futuro gli Enthroned puntino a dare più spazio a queste escursioni in territori più tetri e a queste ambientazioni diversamente diluite, favorendo così l'aumento del carico rituale di una proposta che, sorretta dall'esperienza e dalla preparazione in loro possesso, potrebbe solo ricavarne un guadagno.

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Un pensiero riguardo “ENTHRONED – Sovereigns

  • 25 Agosto 2014 in 8:28
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    Ho smesso di seguirli da diverso tempo, cioè da quando Sabathan non è più in formazione, che era una delle loro armi vincenti a causa di un scream davvero incisivo.

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