ENTRENCHED – Preemptive Strike | Aristocrazia Webzine

ENTRENCHED – Preemptive Strike

 
Gruppo: Entrenched
Titolo:  Preemptive Strike
Anno: 2011
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Intro (Mobilize)
  2. Bred To Kill
  3. ICBM
  4. Landbrecher 666
  5. Frenzied Amputation
  6. Anesthetic Death
  7. Burnt And Destroyed
  8. Tooth And Nail
  9. Dropping The Tsar Bomb
DURATA: 36:42
 

Nessuno ha mai sentito parlare degli Entrenched. Come ogni offensiva militare che si rispetti, i lavori di preparazione sono stati meticolosi e discreti, e quando il mondo si accorge di quanto sta accadendo, è già troppo tardi. Nessun demo, nessun ep, niente di niente ha spianato la strada alla venuta di questi due ragazzi, che a bordo del loro Landbrecher scendono sul campo di battaglia con l'intenzione di non fare prigionieri; una vera e propria guerra preventiva nei confronti di tutto e tutti, senza distinzioni di sorta.

Va da sè che per Sean Fitzpatrick (chitarra e voci) e Charles Snyder (pelli e voci) sotto il cuscino trovino spazio il codice militare e "…For Victory" dei Bolt Thrower, mentre a colazione ingurgitano una sana dose di cadenze e tempi alla Obituary (perchè in qualche modo dovranno pur farci capire che non sono dei signorotti inglesi, ma degli uomini a stelle e strisce). Con una dieta del genere, anche dal New Jersey riesce a scaturire una furia estrema, una violenza belligerante che decisamente non si confà ai deboli di cuore o a coloro che nel death metal apprezzano le venature più melodiche. Qui siamo in guerra, e la guerra è brutta e cattiva, signorine. La guerra ci lascia immagini impietose, ci mostra bambini-soldato nel pieno di guerre civili ("Bred To Kill"), conduce soldati alla pazzia e all'automutilazione ("Frenzied Amputation"), porta gli uomini a rinnegare la propria natura e il proprio dio ("Tooth And Nail") e li rende tanto mostruosi da testare bombe atomiche così grandi da avere la potenza di distruggere un intero arcipelago ("Dropping The Tsar Bomb"). Queste e altre ancora sono le tematiche toccate da "Preemptive Strike"; nove tracce per affrontare tanti e diversi aspetti del conflitto dell'uomo contro i suoi simili e contro se stesso.

Niente di nuovo o inaspettato nella musica, ma nessuno se lo aspettava, anzi, ne saremmo rimasti delusi. Un disco del genere deve essere semplice e diretto, ben suonato, ma senza fronzoli. Il riffing è spesso, il doppio pedale veloce, le voci sporche e gutturali, la produzione pulita ed efficace; tanto basta a soddisfare un ascoltatore in grado di immergersi in queste deviate e grigie terre in rovina. Un appunto: dal materiale pervenutomi, non mi è dato sapere chi si sia occupato del basso su questo disco, che posso comunque assicurarvi che c'è.

La brevità dell'album ne fa un ascolto facile, in grado di non stancare nemmeno al secondo giro nel lettore; la violenza e la passione con cui la devastazione è raccontata lo rendono un lavoro in grado di fare breccia. L'offensiva ha avuto successo, i superstiti si ritirano, il nemico non è sconfitto, ma agli Entrenched va il primo sangue.